Monti in Cina: crollata l’Urss il capitalismo è andato in crisi

Mario Monti ha parlato alla scuola centrale del Partito Comunista Cinese di Pechino e pur riconoscendo al capitalismo dei punti di vantaggio sul sistema sovietico comprovati dalla storia, ritiene che ogni sistema economico se tenuto sotto costante pressione competitiva finisce per evolversi e svilupparsi infatti, crollata l’Urss secondo Monti, il capitalismo si è trovato senza competitore in posizione di assoluto monopolio ed è entrato in crisi. Cioè, perdendo ogni spinta emulativa avrebbe interrotto il suo processo di miglioramento e sviluppo continuo. Quella di Monti ci sembra un’analisi parziale perché la crisi che viviamo non è propriamente la crisi del capitalismo industriale che ha dimostrato di saper produrre beni e diffondere ricchezza, ma è la crisi del capitalismo finanziario che ha avuto la pretesa di abbandonare il lavoro e generare ricchezza da titoli di carta. Per la seconda volta nella sua storia, la prima fu nel 1929, la finanza ha bruciato ogni speranza di futuro mettendo a nudo i limiti della rendita cartacea che genera illusioni ed al crollo di queste getta nella disperazione milioni di uomini.

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