Ricchi, poveri onesti che arrotondano coi dividendi

Se finanche un banchiere diventato ministro si vede costretto ad ammettere lo scandalo dei tanti che pagano troppo e dei molti che non pagano il giusto, c’è invece chi si sforza di dimostrare che 2+2 NON è uguale a 4 perché i ricchi imprenditori non sono stipendiati bensì arrotondano i loro miseri redditi coi dividendi azionari delle aziende da loro partecipate e si sa, i redditi da capitali non entrano nelle dichiarazioni al fisco sono infatti tassati del 20% all’origine. Dunque i ricchi sarebbero dei poveri onesti additati ingiustamente come evasori dalle statistiche bugiarde che invece se lette bene, ci dicono che i veri ricchi disonesti sono gli impiegati dello Stato con redditi da 30mila euro lordi cioè, il doppio del reddito medio dichiarato dai lavoratori autonomi. A metter becco nei conti di Bechis si notano similitudini con quello scienziato convinto che i neutrini siano più veloci della luce. Allora, per ristabile un certo ordine aritmetico ricordiamo a Bechis che 30mila euro lordi tassati alla fonte al 38% equivalgono a poco più di 1.300€ mensili netti ben 18 punti più della tassazione dei redditi da capitali e che al massimo consentono di guidare un’utilitaria e forse divertirsi a remare un gommone gonfiabile acquistato all’ipermecato con le offerte di fine stagione. La stragande maggioranza degli italiani sono degli sfigati che piegano la schiena e non vivono al soldo d’imprenditori sovvenzionati dallo Stato con provvidenze editoriali.

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