le urne mandano in fumo le sofisticherie della sinistra

Se i pochi, fiduciosi ed incrollabili campioni di democrazia che sono andati a votare alle ultime regionali di Lazio e Lombardia speravano di aver mandato in fumo nelle urne le sofisticherie del progressismo immaginifico, non potranno che restare delusi. A leggere lo sciocchezzario di giustificazioni e la banalità analitica nelle dichiarazioni di quelli che vanno per la maggiore intelligentia a sinistra come a destra, molti temerari della scheda elettorale finiranno per sentirsi disarmati e penseranno di non aver più strumenti idonei a comunicare con la classe dirigente della nazione. E’ di tutta evidenza infatti, che questa viva un mondo parallelo; che abbia traslato dalle aspirazioni semplici e dai bisogni materiali delle persone comuni per giungere all’iperuranio platonico delle idee perfettissime ed immutabili, impossibili da realizzare nella valle delle lacrime umane, troppo umane, anche a voler bere l’amaro calice della sfrenata fantasia dei folli.
A restituirvi un’idea cari affezionati lettori, vi offriamo un eloquente campionario della disillusione a seguito del quale non potremo far altro che sottoscrivere la resa incondizionata: il voto serve a poco e sicuramente non fa più politica:

Proviamo insieme a schiarirgli le idee ancora una volta a questi intelligentoni. Ci siamo astenuti simpatici birbanti, perchè abbiamo accertato che la politica non è piu’ lo strumento in grado di cambiare in meglio la società che avete resa ostaggio della globalizzazione e poi imprigionata nelle istituzioni sovranazionali. Se non comincerete ad allentare i poteri oligarchici esterni ai quali avete affidato i nostri destini, la democrazia svanirà e quanto resterà, sarà un simulacro delle vanità. Ci saremmo piuttosto aspettati un’autocritica, cari maestri della critica. Invece continuate imperterriti a riproporci le stesse, medesime, incomprensibili quanto inutili e vuote sofisticherie. Avete abbandonato il mondo del lavoro per abbracciare in esclusiva la lussuria omo; il dirittto di rinunciare alla vita; la riforma della sintassi; il diritto internazionale contro il diritto degli italiani a mantenere integra ed indipendente la Patria. La gente comune, le masse come amava definirle la sinistra nel secolo scorso, non è andata a votare perche’ ha compreso che a prescindere dalle scelte compiute nelle urne, la politica si è trasformata in tecnica finanziaria senza più margini di manovra stretta tra globalizzazione ed istituzioni sovranazionali burocratizzate, non elette a suffragio diretto, ma condizionate da aggregati di interessi e potentati economici spesso oscuri quando non criminali. Si pensi al Quatar ed alla capacità corruttiva di penetrare a fondo le istituzioni europee sollevando una legittima suspicione sulla stessa autonoma ed indipendenza deliberativa

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