Travaglio a sinistra, se anche il PD resiste alle avances di Luigi, Dibba prepara il gran ritorno

Il Fatto al mattino e LA7 in serata, sono quotidianamente impegnati in un doloroso Travaglio perché il M5S partorisca un Governo coi perdenti e ci rifili più Europa e ius soli sdegnosamente soffocati nelle urne elettorali del 4 marzo u.s. Ma si sa, gli illuminati globalizzatori lavorano indefessamente da anni per fare dell’Italia un paese civile, aperto alle scorribande finanziarie e sociali di tutti quelli che passano, da ovunque arrivino e quali che siano i motivi e le ragioni che li portano su questa piccola lingua di terra protesa nel Mediterraneo. E sì che sono in allerta, hai visto mai che un Governo con dentro la Lega rispedisca a casa i nuovi italiani che studiano alla libera università del terrore avendo la buona accortezza di non regalare loro un passaporto senza né meriti, né convinzioni? Con la Lega o con il PD indiferrentemente, noi dobbiamo fare cose per il Paese ci fa sapere la Taverna, neo vicepresidente del Senato che, giusto per restare in tema di giovani che si applicano allo studio, tiene ad informarci che gli mancano solamente cinque esami al conseguimento della Laurea in scienze politiche. Indubbiamente un segnale confortante per l’ottimo livello raggiunto nelle classifiche mondiali dal nostro sistema accademico. Infatti, che sia ius soli col PD o che siano rimpatri assistiti con la Lega, poco importa al M5S, purché a Palazzo Chigi c’arrivi il simpatico Luigino sette bellezze. Che la sinistra non c’entri nulla con i grillini e che la sola alleanza naturale sia quella con Lega, lo dice un esperto come Carlo Freccero, nominato nel CdA Rai dallo stesso M5S, ma poco importa. La mobilitazione generale dei poteri infomativi è preventivamente scattata per scongiurare che le due sole forze antagoniste unite per contratto possano arrivare nella stanza dei bottoni e far saltare i tavoli europei già belli che apparecchiati dal duo franco-tedesco. Il futuro del movimento secondo Freccero, si gioca a Bruxelles dove bisogna che il capo politico del Movimento impari a contare come Macron e non faccia da ancella alla Merkel stemperando ogni tratto originale. Finirebbe per estinguersi come un Monti od un Letta qualsiasi. Casaleggio senjor non avrebbe mai trattato col PD, dunque Di Maio dev’essere veramente arrivato alla disperazione se, pur di sedersi sulla poltrona di Palazzo Chigi, ha assunto come consigliere il vecchio Napolitano ed implorato i perdenti di sotterrare l’ascia di guerra. Questo però è quanto accade in pubblico perché in privato, riferiscono i bene informati, Di Maio conserva un canale di comunicazione privilegiata con la Lega. Salvini pare gli abbia fatto giungere all’orecchio un messaggio rassicurante: quale contropartita di un contratto quinquennale di Governo penserà lui a sistemare il vecchio B accompagnadolo al tramonto politico con la garanzia che non gli sarà toccata la roba a cui tiene veramente: le sue aziende. Quale destino toccherà a Di Maio? Non è riuscito a spaccare il fronte destro, se anche il PD dovesse resistere alle sue avances nel movimento stanno già preparando il grande ritorno di Dibba. Si cominica così a delineare un quadro più preciso del progetto politico cinquestelle. La disponibilità a modulare la proposta in ragione della contingenza politica del momento, lascia credere che il solo fine per il quale sia nato è stato semplicemente quello di sostituire il vecchio ceto politico con giovani volontari ed un pò sfaccendati.

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