Un link su facebook e finisci in Tribunale, è accaduto all’Unione Inquilini.

Beni comuni, libertà, trasparenza, democrazia partecipata, sono temi attuali che hanno fatto la fortuna politica di perfetti sconosciuti i quali grazie all’abile uso della comunicazione hanno promosso e sostenuto inchieste che alla prova dei fatti si sono sgonfiate in numerosi flop. Ebbene, agli stessi che viaggiano sull’onda lunga della critica, quando il dito accusatore gli si ritorce contro NON trovano altra risposta che la denuncia! E’ accaduto ad un piccolo settimanale che del potere forte della parola scritta ha fatto una bandiera, ma quello che più inorridisce è che a farne le spese sia stata anche l’Unione Inquilini colpevole di aver rilanciato un link sulla pagina facebook e di unirsi al settimanale nella richiesta di trasparenza, spiegazioni, motivazioni di scelte incomprensibili, ma a dire il vero non sarebbero le prime ed uniche per le quali un dibattito pubblico appare necessario per esempio, su buchi, bilanci e Corte dei Conti. La malcapitata Unione degli Inquilini incredibilmente trascinata in Tribunale perché si è sentita direttamente chiamata in causa in difesa degli interessi che rappresenta e per i quali ha ritenuto di dover chiedere parole comprensibili ed esaustive che giustificassero l’inversione di rotta in una direzione amministrativa diametralmente opposta a quella per la quale si è ricevuto il mandato dagli elettori. Schierati in difesa dei beni comuni auspichiamo un ennesimo e quando mai provvidenziale ripensamento se questa è la cifra che porta al successo democratico, perché NON sia una Corte a decretare l’insufficienza di un’azione amministrativa che sfiora il ridicolo bensì, la ragionevole persuasione di scelte giuste per la collettività sia essa cittadina, sia essa nazionale.

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