Bossi la butta in politica ed i barbari restano sognanti


Le intercettazioni le ultime quelle che riguardano la Lega, ci confermano in un quadro dettagliato una realtà non dissimile dal clientelismo e dal malcostume registrato in altre inchieste su famiglie che surrettiziamente intersecano il potere. Quasi a sottolineare i riferimenti subculturali comuni che attraversano la penisola da sud a nord. Colto su fatti meschini di favoritismi e spese spicciole Bossi la butta in politica: è Roma farabutta e ladrona che ci manda i suoi magistrati per fermare la lotta di liberazione della padania. Straordinario il capovolgimento strumentale della realtà, ci riporta alla mente gli attacchi di Mastella alla magistratura che processa la moglie per fermare la sua riforma della Giustizia. Tante le similitudini tra quell’Italia che Bossi voleva cancellare e la sua presunta “padania”, ma mentre trova una spiegazione logica il consenso di Mastella in alcuni territori a ritardo di sviluppo dove la gente comune disperata e senza prospettive chiede sistemazioni seguendo vie facili, inspiegabili restano le professioni di fede e le assoluzioni sommarie che tanta parte dell’elettorato leghista regala al senatur. Chi era questo tizio e quali meriti ha acquisito nella sua vita per riuscire ad essere così tanto amato nell’area più progredita e moderna d’Italia? La cronaca ci racconta di uno spiantato abbandonato dalla moglie per le frottole che racconta e che non trova di meglio per sfangarla che buttarsi in politica. Urla, rutti, pernacchie e la gente s’infiamma, si sente protagonista di un sogno: arricchirsi in un piccolo mondo antico senza regole e soprattutto senza tasse, senza estranei coi quali spartire ricchezze che finiscono per diventare miseria per tutti. Un mondo grasso e comodo quello dei barbari sognanti accecati dagli egoismi, lo stesso che il senatur sognava ed è riuscito a realizzare per la sua famiglia. Piccoli e troppo simili sono diventati gli italiani nelle loro miserie quotidiane segnate da bisogni più che da valori ecco perché i barbari restano vergini e sognanti, perdonano Bossi e si lasciano volentieri raggirare per rimuovere le colpe collettive ed autoassolversi della loro meschinità.

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