Restituite il bottino, le idee valide camminano gratis

2,7 miliardi è il bottino che la politica ci ha fregato dal 1993 anno in cui un referendum popolare abolì il finanziamento pubblico e che fu aggirato con una nuova legge che definì rimborsi la valanga di soldi che lo Stato generosamente elargisce ai partiti rappresentativi più di nulla e di nessuno. Travolti dagli scandali i partiti resistono e dal PD al PDL e Sel ci vogliono far credere che la politica ha bisogno di soldi per esercitare la sue funzioni. Una fandonia che è servita a giustificare la voracità degli apparati che godono e sperpearno mentre ai cittadini s’impongono tagli e si chiedono tasse. In realtà le idee quando sono valide e condivise non hanno bisogno di finanziamenti statali e non c’è bisogno di guardare agli Stati Uniti d’America basta pensare ai partiti storici dell’anteguerra che hanno segnato la storia del ‘900: PSI, PCI, Nazionalisti, Partito Popolare, Liberali non ricevevano il becco di un quattrino dallo Stato ma vivevano come è giusto che sia, delle donazioni degli iscritti. La cuccagna è arrivata per loro con la Repubblica che li ha sempre abboffati e non paghi, hanno anche rubato a piene mani e fatta franca nella quasi totalità dei casi. Riprendiamoci il bottino con il nuovo referendum la cui raccolta firme parte ad ottobre. Impediamo ai partiti di raggirarci ancora con una modifica che comunque non cancellerebbe il flusso di denari, facciamo in modo di eliminare ogni forma di sussidio agli apparati e lasciamo a ciascun cittadino la possibilità di contribuire volontariamente al sostegno delle idee che riterrà valide e meritevoli così come già accade per le organizzazioni sindacali. Se dobbiamo abbattere il debito pubblico con tagli alla spesa, allora cominciamo a tagliare la spesa parassitaria per antonomasia: quella dei partiti corrotti.

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