Iacoviello: Dell’Utri, condanna giusta motivazione viziata

Pochi lo hanno sottolineato, la quasi totalità dei cosidetti garantisti ha esultato per l’annullamento della condanna a Dell’Utri, finanche un altro imputato eccellente di concorso esterno in associazione mafiosa, l’ex sottosegretario all’economia di Tremonti: Nicola Cosentito, ha gioito perché a suo dire la sentenza avrebbe addirittura dimostrato che il reato di concorso esterno non esiste. Ma a leggere con attenzione la requisitoria di Iacoviello si ridimenzionano le critiche in maniera sostanziale ed anche forse la reputazione del Procuratore ammazzasentenze. Basta leggere infatti con attenzione il testo e si comprende bene che la tesi di Iacoviello NON è quella della innocenza di Dell’Utri bensì del vizio di motivazione della condanna. Io non penso che dell’Utri sia innocente e che la sua condanna sia sbagliata ma la motivazione è viziata perché lacunosa, colma i vuoti con espedienti semantici scrive il Procuratore Generale. Nei panni di Dell’Utri come in quelli di Cosentino, fidatevi dei Giudici, NON c’è da stare allegri. Ora inizia la battaglia della prescrizione, questa si ch’è più dura da vincere ed è sicuramente l’unico motivo di soddisfazione per l’imputato.

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