i 101 possono sabotare l’amnistia di Napoletta

NapolettaAbbiamo 17143 detenuti in più rispetto alla capienza delle carceri italiane; sono 110,7 i detenuti per ogni 100mila abitanti, l’Inghilterra e la Spagna mantengono reclusi molti più delinquenti che l’Italia, siamo a cifre che vanno oltre i 150 per ogni 100.000 abitanti e NON si sognano di metterli in libertà. Hai sbagliato, hai procurato danni e dolori spesso insanabili? Sconti la tua pena fino all’ultimo giorno in galera. NON c’è riabilitazione sincera se NON si percorre la dura via dell’espiazione della giusta pena. I diritti umani se valgono per i detenuti, parimenti devono valere per le vittime per le quali il NapoLetta NON spende una sola parola. In Italia l’unica prepotente urgenza che viene sistematicamente disattesa, è quella di risarcire le vittime con pene certe ai loro carnefici! Votata la fiducia, il ristoro della politica era di quello di cancellare lo spettro della cella ed il Napoletta ha subito pagato il conto. Non ci venga a raccontare sciocchezze il Prefetto Cancellieri ministro della Giustizia, nell’amnistia NON entrano i reati fiscali, ma entrano sicuramente i reati tipicamente politici: corruzione, concussione, abuso d’ufficio, malversazione, resta solo da vedere se saranno esclusi l’induzione alla prostituzione e l’abuso di minore. “Entro il mese di maggio 2014 saranno disponibili altri 4 mila nuovi posti detentivi mentre al completamento del Piano Carceri i nuovi posti saranno circa 10 mila” è scritto nel messaggio, se a questi aggiungessimo i posti ricavati dal riadattamento delle numerose caserme dismesse con pochi milioni i detenuti avrebbero tutto lo spazio di cui hanno bisogno. Ma NON conviene, c’è la prepotente urgenza di cancellare reati gravi che NON avrebbero scampo. La sentenza definitiva di B è stato un allarme troppo forte. C’è però una speranza (che NON è il capogruppo del PD alla Camera già dichiaratosi favorevole alla clemenza), per battere in Parlamento l’amnistia del Napoletta: la carica dei 101, quella che nel segreto dell’urna sbarrò la strada del Colle a Prodi. Sulla spinta di dell’orrore tangentizio, preoccupati che la gente li cacciasse a pedate dal Parlamento, nel 1994 modificarono la Legge di approvazione dei provvedimenti cosiddetti di clemenza, ora non basta la maggioranza semplice, c’è bisogno di una maggioranza qualificata: i 2/3. Se il PD NON vuole che i suoi voti trasmigrino verso il M5S, NON ha altra strada che richiamare ai bottoni di Montecitorio i 101 che affossarono Prodi. L’esito della Leggi di amnistia è praticamente nelle mani di Renzi.

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