Una TAV a 5 stelle

Cossiga-NapolitanoC’è una Tav che gode del consenso incondizionato di milioni di cittadini, è la tav a 5 stelle sulla quale saltano a volo di volta in volta per poi ridiscendere ed eventualmente alla bisogna risalire anche alcuni intellettuali o che si credono tali. Il numero è nutrito, ma non facciamo i nomi, li conoscono tutti, presidiano la Tv alla stregua del centro per gli anziani memori della gloria effimera che un tempo seppero accattonarsi anche se adesso appuntano sulla giacca il segno distintivo di una verginità che li avrebbe salvaguardati dal compromettersi col sistema. Per restare in sintonia coi tempi Grillo in fondo ha creato una sorta di aggregatore automatico di consensi elettorali, niente di più che un social media capace d’intercettare le istanze collettive di maggioranze contingenti e rilanciarle dandogli voce senza preoccuparsi più di tanto di smentirsi o ricredersi anche a distanza di soli pochi mesi. Basti qui rammentare la piroetta sul porcellum o per andare indietro di qualche anno, l’inversione ad U sulla forma di Stato: tra il 2006-2008 o giù di lì, Grillo vaneggiava di una Repubblica Presidenziale e lanciò anche un dibattito sul suo Blog al quale ricordiamo di aver partecipato per poi vedere deluse le nostre aspettative col sopraggiungere del consenso di massa che gli viene dai centri sociali e dalla sinistra antagonista. Un’area disponibile a seguirlo pur di sfasciare e che lo portò su posizioni convitamente Parlamentariste. Sulla Tav a 5 stelle è salito da tempo e sinceramente ispirato dobbiamo riconoscerlo, il prof. Paolo Becchi ordinario all’Università di Genova studioso di Hegel che precisa di leggere in tedesco. Il prof. Becchi è un convinto assemblearista si trova quindi pienamente a suo agio nel nuovo corso stellato che vede riunioni fiume condite da streaming quando non volano le scarpe. Rigorosamente ortodosso nella sua lettura della Costituzione non si limita a circoscrivere i poteri del Presidente della Repubblica tenuto, spiega, a rappresentare l’Unità della Nazione e NON solamente di una parte di essa, ma soprattutto rammenta che al Presidente di questa Repubblica Parlamentare è fatto divieto di assumere l’iniziativa politica e cita a riguardo le numerose occasioni nelle quali lo smemorato di Colle-gno redarguiva Cossiga che assestava opportunamente a nostro avviso, picconate al sistema corrotto dei partiti. Il Parlamento legga ad alta voce la Costituzione di fronte al paese cioè, ricordi che NON è consentito di esercitare le prerogative Presidenziali a fini politici e più che tirare una condanna, crei le condizioni politiche per le dimissioni. Al professor Becchi vogliamo ricordare che in Italia le amnistie si fanno per quelli che rubano, il trattamento riservato a quelli che pensano di regola è l’isolamento, ma se gli dice male alcuni marciscono anche in galera. Una domandina impertinente l’abbiamo però da sottoporre al prof. Becchi: sull’immigrazione clandestina Lei ricorda che cosa pensavano ieri il duo Grillo-Casaleggio e sa che cosa pensano i grillini oggi? Fischia il capostazione, il tav a 5 stelle è pronto a ripartire.

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