Franco Bechis, uscire dall’euro ci costa meno del MES

Quanti cercano di contrabbandare il MES a condizioni nulle, sostanzialmente perpetrano una truffa. Per accedere al MES a costo zero bisognerebbe modificare i Trattati istitutivi della Unione Europea conferma Alberto Bagnai, senatore e professore di economia. Segnatamente, aprire una linea di credito MES a condizioni di favore per l’Italia, comporterebbe l’avvio dell’iter di modifica dell’art. 136, terzo comma del Trattato istitutivo della UE e la modifica successiva del Regolamento 472/13. Quindi, l’idea che si cerca di far passare nella opinione pubblica di un prestito infruttifero di sostegno all’Italia da parte dell’Europa, è nei fatti una menzogna. Il MES altro non è che una polizza assicurativa sottoscritta dalla stessa Unione a garanzia di mutamenti eventuali dello scenario politico. Un nuovo Governo eletto, che mettesse in essere politiche non convenzionali difformi ai criteri della Commissione, si troverebbe immediatamente a dover fare i conti con l’esazione delle condizionalità implicite al MES e costretto ad assumere decisioni impopolari sul modello di quanto è accaduto a Cipro con prelievi forzosi dai Conti correnti. Uno scenario probabile che si prepara per l’Italia, superata la crisi sanitaria, è quello greco che abbiamo imparato a conoscere: austerità e tagli netti alle pensioni. Molto dipenderà da Germania e Francia come al solito, che nel 2011 già esercitarono un ruolo determinante sui provvedimenti del Governo Monti. Le banche tedesche e francesi infatti, detengono una quota notevole dei nostri BTP, se decidessero di liberarsene il nostro debito diverrebbe aggredibile ed il default, inevitabile con tutto quanto ne consegue. Il MES è un trucco, ispirato da Merkel, conferma l’orgoglioso alfiere greco Varufakis, Ministro di Tsipras, costretto alle dimissioni nel 2015 per aver osato smentire le ragioni tedesche all’affamamento della Grecia, nell’eurogruppo di cui ha registrato e diffuso i colloqui di quella che chiamano democrazia liberale rappresentativa, ma che nei metodi e nella pratica, sarebbe meglio e più appropriato definire una supremazia monetaria dispotica ed autoreferenziale. 
I punti nodali del Mes osserva Franco Bechis, sono il nostro debito che secondo le stime del FMI schizzerà al 155,5% del PIL ed il “fiscal compact” , come modifcato dal “six pact”. I documenti ufficiali pubblicati dalla Commissione che Bechis mostra in video, non avvalorano le tesi diffuse dai canali ufficiali della comunicazione. La Commissione europea non ha sospeso le procedure del patto di stabilità, più semplicemente sono state congelate. Anzi, come si apprestava a fare prima che sbucasse fuori il coronavirus, la Commissione già per quest’anno chiedeva tagli alla sanità, spesa che ritiene eccessiva per le finanze italiane. Dunque, dal prossimo 1° gennaio 2021, con le regole vigenti care a Berlino, per l’Italia si preparano tagli severi alle prestazioni sociali e previdenziali combinati ad una stretta fiscale senza precedenti per rientrare dal debito ch’è il virus endemico della politica tedesca fin dagli anni ’20 e mai guarito. Abbiamo una sola via da seguire: parlare chiaro e tondo alla Germania. L’Italia esce dall’euro perché queste condizioni non sono conciliabili con le nostre emergenze sociali diversamente, si sospendano, con un provvedimento votato dal Parlamento europeo,  tutte le regole di bilancio dell’Unione a far data dal 1 gennaio 2021 fino al termine dell’intero decennio. L’Italia ha la possibilità, chiosa Bechis, di rimediare al debito con un pò di inflazione e svalutazione competitiva riprendendosi la sua SOVRANITA’:

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