Deltour, rischia il ragioniere che spifferò i patti segreti di Junker con le multinazionali

La vicenda è quella passata alle cronache come Luxleaks, cioé la diffusione pubblica dei documenti segreti firmati da Jean Claude Junker sulla falsa riga di quanto aveva fatto Snowden nel caso wikileaks. I documenti di luxleaks portarono alla luce i patti nascosti con i quali le multinazionali globali stringevano accordi per trattamenti fiscali di favore in Lussemburgo, Stato membro della UE. Nel mentre che la Grecia era immiserita dalla trojka e i restanti popoli europei erano stretti nella morsa dei tagli alle spese sociali da un lato e dei pesanti prelievi fiscali dall’altro per far fronte alla crisi del debito indotta dalle politiche della Commissione Europea ispirate dalla Germania,  Antoine Deltour, sconosciuto ragioniere della pricewaterhouse coopers società di certificazione, ebbe il merito di passare alla stampa i patti segreti con i quali Junker, poi promosso dalla Germania a capo della UE, aveva fatto del granducato di Lussemburgo di cui al tempo era capo del governo, un paradiso fiscale dove le grandi aziende che operano sul mercato globale potevano porre la loro sede legale e far confluire migliaia di miliardi di profitti godendo di una tassazione al minimo irrisorio. Se oggi Junker è mantenuto al suo posto di capo della Commissione europea che fa le pulci all’Italia sui tre miliardi di debito in più a carico dello stesso bilancio italiano per volontà della Merkel, il ragioniere Antoine Deltour ha deciso di rischiare una nuova condanna in appello dopo la condizionale inflitta in primo grado, pur di non lasciar passare il principio che a svelare scomode verità inconfessabili si possa finire in galera. Motivato da semplice buonsenso civico, Deltour vuole incoraggiare i futuri potenziali delatori a lanciare gli allarmi presso l’opinione pubblica quando si ritrovano tra le mani documenti segreti che
smentiscono le apparentemente ineluttabili ragioni pubbliche con le quali Istituzioni e Governi raggirano gli interessi dei comuni cittadini a tutto vantaggio delle potenti lobby finanziarie, abili a farsi scudo di regole e norme in nome della libertà ed in difesa della società aperta. 

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