Vive la France

Vigore non rigore chiede Maurice Levy, presidente dell’Associazione Francese delle Imprese, per la Francia che scrive: dalla metà degli anni ’70 ha vissuto al di sopra delle sue possibilità facendo ricorso al deficit di bilancio alimentando il debito pubblico. Un’azione forte, coraggiosa, di sacrifici per chi ha di più, per chi guadagna tanto ed è ricco e fortunato. Un contributo eccezionale per salvare la nazione che si accompagni ai tagli di spesa, alla vendita del patrimonio ed al ridimensionamento della pubblica amministrazione. Non ci resta che rammentare a chi legge che il debito pubblico francese è all’ 85,4%, quello italiano è al 120% del PIL. Mentre in Italia sono in tanti a strapparsi i capelli per evitare patrimoniali, tasse di solidarietà sugli stipendi dei manager, in Francia il Presidente degli imprenditori non esita a parlare di sacrifici che sono dovuti proprio dai più fortunati e non ha alcuna riserva di scrivere che un simile percorso si debba intraprendere con vigore senza indugi per la salvezza della nazione. L’Italia è troppo giovane, ha solamente 150 anni, la Francia che unita lo è da sempre, non si è mai vergognata di essere nazione. In Italia le spinte partigiane ed egoistiche di classe sono state la ragione ultima dei problemi economici e sociali.

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