A Parigi i ricchi non piangono miseria

Mentre in Italia si susseguono riunioni e vertici di maggioranze per non togliere qualche euro in più dalle tasche dei ricchi e molti esponenti, anche di opposizione, gridano alla vergogna perché si chiede in un momento di grande difficoltà finanziaria qualche euro a chi dichiara 90/150mila euro all’anno e forse guadagna molto di più come rendono noti tutti i rapporti sull’evasione fiscale, in Francia, Le nouvelle Observateur di oggi pubblica il manifesto dei ricchi col quale Jean-Paul Agon, PDG de L’Oréal ; Liliane Bettencourt, actionnaire de L’Oréal ; Antoine Frérot, PDG de Veolia Environnement ; Denis Hennequin, PDG d’Accor ; Marc Ladreit de Lacharrière, président de Fimalac ; Maurice Lévy, PDG de Publicis e tanti altri ricconi chiedono esplicitamente di essere tassati con un contributo straordinario che dia il segno tangibile della loro partecipazione ai destini della nazione il cui modello economico-sociale ha consentito loro di accumulare grandi fortune. Avete voi notizia se i vari Marchionne, Elkan, Marcegaglia, Benetton, De Laurentis, Moratti, Berlusconi e chi più ne ricorda li scriva in fila, abbiano speso una parolina per farci capire che prima di ogni altra cosa sono italiani e vogliono pagare qualche euro per risollevare le sorti della Patria? La litania che ci fanno ascoltare è che i soldi gli servono per investire e creare lavoro mentre le soluzioni da intraprendere sono quelle di tagliare lo Stato Sociale e tassare i consumi dei lavoratori dipendenti con l’incremento dell’IVA, tra l’altro visto di buon grado anche dalla Cisl. Nel frattempo, piuttosto che creare posti di lavoro, passano il confine con valigie piene di banconote da depositare nei forzieri omertosi della Svizzera ai quali attingere per lucidare gl’ingranaggi della politica che li favorisce negli affari. Anche queste, le attingiamo dalla cronaca senza togliare ingiustamente la stima ad alcuno.

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