PD, il partito del disordine che ancora imperversa la scena mediatica pubblica e non

PD, il partito mondialista del disordine nazionale che ha governato l’Italia nell’interesse esclusivo dell’Europa continua ad egemonizzare la scena mediatica ed istituzionale nel patetico, estremo tentativo di convincere il M5S a scalzare la Lega e sostituirsi ad essa nella maggioranza di Governo. La gente comune però, stremata da lunghi anni di bombardamenti mediatici quotidiani si mostra sempre più insofferente alle belle parole degli architetti dei paradisi artificiali ed avverte con sempre maggiore insistenza, il bisogno di cambiare area. I sondaggi infatti registrano, nonostante l’opposizione ostinata di giornali e TV ancora saldamente nella disponibilità dei filosofi del pensiero unico decadente, un sostanziale sostegno alla linea dura del Governo verdeoro in tema di immigrazione e contrasto delle società apolidi, terreno di coltura ideale del flottante anonimo alla spasmodica ricerca di profitti ingordi a spese dei popoli e delle civiltà avanzate. La Brexit e la Presidenza Trump hanno avuto il merito di risvegliare dalla letargia le coscienze dei popoli che sembravano destinati a soccombere e sparire travolti dalle ideologie martellanti del neopaganesimo cosmopolitista. E’ arrivato quindi il tempo anche per l’Italia, di dare voce alla maggioranza che il quattro marzo u.s. ha cancellato a colpi di schede nell’urne, i puntigliosi astrattisti del diritto internazionale che tutti e tutto pretende di regolamentare e governare sopra le volontà di coloro i quali, in carne ed ossa, non intendono cedere la terra che amano, la terra dei propri avi; quella Patria che è vissuta nei cuori ed ha saputo resistere in silenzio alle orde dei barbari famelici. Quelli stessi che non esitano a farsi scudo dei buoni sentimenti pur di conseguire gli obiettivi fissati nel disegno mondialista della finanza: assoggettare i popoli cancellando le virtù delle nazioni. Quindi, nulla di strano se nel corso delle prossime settimane, nel mentre la volontà popolare consolida la sua presa democratica del potere, si dovesse assistere al riequilibrio delle idee con l’irrompere di nuove intelligenze dagli schermi delle TV e dalle colonne dei giornali che in tutta sincerità, stanno tediando oltre misura mettendo a dura prova la pazienza degli italiani coi loro perfettissimi servizi ed editoriali dai buoni quanto ipocriti sentimenti.

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