non me la son sentita di fare figli, una bella icona di questa Italia arida e imborghesita

Bella, bellissima, perfette linee forti di forme sinuose, terminali bruni di materne labbra; zigomi pronunciati, naso profilato ed occhi grandi come nere olive dal riconosciuto sguardo antico. Fermi ad ammirarla, il cuore ci riporta alla mente il disegno di quella terra nota che consapevoli partorimmo e che sapemmo amare un tempo. Stanca di malinconia oggi quella che fu terra feconda, si procura matrigne ferite, disponendosi ad abbandonare nel vuoto di un mondo indistinto l’anima di noi tutti. Icona di bellezza irraggiungibile, la nostra Italia che pure fu grande proletaria, ha scelto di rimanere zitella; ha scartato l’amore e si è lasciata sedurre dalla ricchezza preferendo gli agi della vita comoda al sudore dell’attesa. Ripudiare il sacrificio, alienare la fatica, il verbo delle libertà si è impadronito del nostro essere. Nell’ultimo trentennio le illusioni borghesi hanno esercitato una egemonia pervasiva tale da dirottare le scelte soggettive di quelle che chiamavamo masse, verso mondi effimeri, spenti, privati di futuro. Mondi di morte sicura dove ogni prosecuzione è stata proditoriamente impedita dal varco di soglie morali che i progressisti hanno abilmente saputo contrabbandare per libertà civili. Danni irreparabili arrecati al corpo sociale della nostra Italia che nemmeno i peggiori dittatori avrebbero potuto immaginare possibili. Scelte corrotte dal privilegio di vivere per sé un tempo breve e finito, che non contempla la generosità e la dedizione e che ha per miope obiettivo quello di condannare il nostro popolo e la nostra civiltà ad essere sostituiti da quanti hanno avuto la fortuna, senza nemmeno saperlo, di restare lontani dal progresso e più vicini allo stato di natura. Felici di fare figli in povertà per regalarsi la speranza di diventare ricchi per l’eternità.

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6 risposte a non me la son sentita di fare figli, una bella icona di questa Italia arida e imborghesita

  1. Imma scrive:

    Leggo quest’articolo. Mi domando e dico “ma su che principio potete scrivere un articolo unendo parole senso senso e facendo il nome di una persona che con l’articolo non c’entra nulla.” Trovata pubblicitaria? Pessima! Dovevate trovare un titolo coerente con il testo (che già di se di coerenza ne ha ben poca), volevate smuovere qualcosa ma esattamente cosa? Qua non si parla di una reazione ma di scrivere un articolo che abbia Senso!
    Avete nominato una persona solo per avere maggiore visibilità e poco importa se non c’entra nulla con il testo, poco importa se potete urtare la sensibilità della persona nominata, poco importa se la delicatezza dell’argomento. Basta attirare pubblico alla lettura dell’articolo ma penso anche che un testo debba anche lasciarti qualcosa per essere ricordato ma questo articolo nè lascia nulla, nè trasmette nulla. È semplicemente senza senso! Un applauso a chi lo ha scritto, si deve essere messo di impegno proprio!

  2. Marika scrive:

    Un articolo pomposo e ridondante, certo infarcito di parole forbite, che tenta di confonderci e fuorviarci dal suo contenuto a dir poco povero, scarno, totalmente avulso dalla realtà delle cose. Parole che trasudano di presunzione, bigottismo, ottusità mentale. Sì, perché chi si arroga il diritto di sindacare le scelte private altrui pecca proprio di arroganza, presunzione, delirio di onnipotenza. Se poi si va a criticare, come in questo caso, la scelta di una donna di rinunciare alla maternità, considerandola come una tappa obbligatoria nella vita femminile, beh, se non è frutto di bigottismo e di stereotipi borghesi stantii, ditemi voi cos’è! Vorrei dire all’esimio autore di questo articolo che una donna può esplicare la propria essenza e femminilità in varie maniere, sposarsi, fare figli, diventare la brava moglie non è un obbligo, non ce lo ordina il medico. Ciascuna scelta è degna di rispetto, proprio perché compiuta secondo la propria indole, il proprio modo di pensare. Rispetto che, a quanto pare, non è stato riservato a Sabrina, che io stessa ho avuto il piacere e l’onore di conoscere soltanto virtualmente per ora, ma che trovo una delle donne più intelligenti, coerenti, serie, integre, lungimiranti, razionali, mature, consapevoli, aperte al mondo. Forse questo esimio autore prima di scrivere certe assurdità avrebbe dovuto documentarsi meglio, ma non disperiamo, può essere stato uno scivolone da parte sua! Quanto al fatto poi che Sabrina sia zitella, anche qui si potrebbe replicare, ma non spetta a me! Vabbeh, sorvoliamo, che è meglio! Auguro che il 2018 porti agli autori di simili articoli un po’ più di buon senso, capacità critica e sale in zucca! Un saluto carico di amarezza e di sdegno per quanto ho letto.

  3. Sara Nazzarri scrive:

    Io penso che questo articolo seppur scritto in italiano corretto non sia degno nemmeno di essere letto. Un articolo del maschilismo più becero, che di un’intervista che si destreggia su più temi, viene preso in considerazione un solo argomento. E nell’ultima frase esce fuori Il retrogradismo più assoluto, dove una donna si deve sentire realizzata solo con un figlio. NO, una donna si realizza con sé stessa, il resto è un plus.
    Sarebbe opportuno mettere un nome ed un cognome all’articolo.
    Buon Anno e tanta serenità allo/a pseudo giornalista, perché ne ha bisogno.

    • Marika scrive:

      Ciao Sara! Bravissima! Concordo con ogni parola da te scritta! Ti ringrazio anzi per avermi fatto notare che questo articolo non è firmato. Del resto dai, diciamocelo, forse nemmeno io avrei avuto il coraggio di dichiararmi l’autrice di un concentrato di perle di saggezza come questo! In effetti poi, anziché soffermarsi e disquisire sull’intero articolo, sui pensieri e contenuti proposti da Sabrina su molteplici argomenti, si è preferito focalizzarsi solo ed esclusivamente su una frase, su un aspetto, su cui poi non si dovrebbe nemmeno pontificare, proprio perché appartiene solo ed esclusivamente alla sfera privata dell’individuo. Se l’autore avesse espresso civilmente il suo dissenso sui contenuti dell’articolo, limitandosi alle opinioni politiche di Sabrina, avrebbe goduto del mio massimo e incondizionato rispetto. Del resto non è un obbligo pensarla allo stesso modo, anzi, il confronto e il dibattito sono sempre occasione di arricchimento e di riflessione, ma non se il discorso viene affrontato con certi toni e termini e allude a scelte di vita che riguardano solo chi ne è protagonista.

  4. Bruna Gasperini scrive:

    Bella forma nello scrivere, narciso alla nausea, si piace e si compiace. Peccato per i contenuti, un cumulo di assurdità senza senso e frutto di una presunzione insopportabile, per chi come me conosce il dolore di non aver potuto avere figi: quella di entrare e sindacare nelle scelte di una donna. Tra l’altro andando a giudicare una straordinaria Donna, è evidente, senza conoscerla, cosa di cui io ho avuto il privilegio. Una delle donne più intelligenti e generose che io abbia mai conosciuto. Definire Sabrina ‘arida e borghese’ è quanto più lontano ci sia dalla realtà. Con simp..con stim.. Con.. Beh. Buon anno.

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