Tav, cancelli spalancati per Grillo che spernacchia gl’intellettuali di sinistra

NO-TAVIl 23 marzo 1919 Mussolini convocava in Piazza San Sepolcro a Milano i Fasci di combattimento. Di sicuro è un caso, ma il 23 marzo 2013 i grillini si son dati appuntamento, a Susa però. Ai cantieri TAV saranno spalancati i cancelli per far entrare i Deputati e Senatori grillini: la TAV non si farà annunciano, anche se Hollande ha già scavato tre gallerie dal versante francese. Vorrà dire che le userà per tenerci in fresco lo Champagne. Bersani sembra rassegnato: i grillini sono incorruttibili al momento, magari più in là, si vedrà. “Le alleanze sono un capitolo chiuso”, Grillo spernacchia anche gl’intellettuali di sinistra che gli hanno scritto una lettera aperta su La Repubblica per invitarlo a ragionare su un’alleanza di Governo. Sono tutti al servizio del PD, organici ai partiti ed oramai è troppo tardi, risponde. Nel frattempo non si lascia spaventare dalla minaccia di dover affrontare nuovamente a breve le urne e lancia la prossima strategia per allargare la base elettorale: corsi per attivisti su Facebook e Twitter con distribuzione territoriale del Kit dell’attivista che prevede tra l’altro la scatola salvadanio per raccogliere i finanziamenti tra la gente. Bersani ancora non l’ha capito nonostante l’impegno di Renzi e continua imperterrito a parlare di riduzioni e rendiconti. Se così resteranno le cose, s’incaricheranno gli elettori a farglielo entrare nella zucca: i rimborsi bisogna cancellarli, le tasse vanno impiegate per le necessità della gente! C’è ancora qualcuno però che spera di portare a più miti consigli il Beppe nazionale facendo leva su comuni amicizie, è Burlando: parlo io con Grillo, in fondo nel 2009 sono stato l’unico favorevole a candidarlo alle Primarie. Possiamo sicuramente trovare un’intesa sulle riforme politiche per riuscire a tirarci fuori dal casino in cui ci siamo cacciati poi, tra un anno toriniamo a votare. Sui temi economici non dispero, Grillo deve comprendere che il porto di Genova NON può fare a meno di una linea ferroviaria veloce. Per la verità NON mi convince neanche quest’idea della decrescita felice, io la vedo triste con tanta gente incavolata. Conforta sapere che in Italia è rimasto qualcuno che ragiona.

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