Appuntamento a Beirut in attesa dell’amnistia

berlusconi bacia dellutriSono venuto a Beirut perché qui ci sono medici bravissimi”, ha dichiarato dal suo letto di ospedale in Libano Marcello dell’Utri, quasi a voler sottilizzare su quella sanità lombarda privatizzata, fiore all’occhiello del centro-destra. Si fa un pò fatica ad immaginare che sia una scelta dettata dalla malasanità italiana, visto che la stessa agenzia viaggi per condannati in via definitiva aveva scelto il Libano anche per Matacena. Senza contare che c’è un’altra prepotente urgenza da risolvere quella dell’amnistia per la quale Marco Pannella anche lui dal letto d’ospedale, si ostina e non si dà per vinto col suo sparuto gruppo di radicali. Tutto sembrerebbe cadere a fagiolo, nel frattempo appuntamento a Beirut al sicuro tra amici e guardie che fraternizzano. Se proprio dovesse andar male, ci sono sempre i servizi sociali mette le mani avanti il degente libanese, un passatempo che dà soddisfazione e comunque sempre meglio della galera che in Italia è riservata ai poveracci, agli esclusi. Se invece sei stato votato dal popolo sovrano, allora voscenza merita un trattamento di favore giammai la galera, siamo una Repubblica Democratica. Sarà stato mica per fare in fretta l’amnistia se a Palazzo Chigi hanno messo il velocista delle riforme? In Italia non si lascia nulla al caso, e si fa “ammujna” per rendere inevitabili le impunità. Non sarebbe la prima volta, non sarà nemmeno l’ultima.

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