diritto internazionale, tra palco e realtà
..e pensare che vivevamo in un mondo magnifico, senza nemmeno saperlo. Un mondo governato da regole precise, norme bilanciate, perfette che reggevano gli equilibri tra gli Stati. Un mondo amministrato da una Giustizia sovranazionale che interveniva puntuale a sedare ogni discordia. Un mondo che quando alla Casa Bianca c’era un Nobel di colore, ogni frattura poteva essere sanata dalle sante bombe perché in fondo bisogna riconoscere che: “i negoziati non potrebbero convincere i leader di al Qaida a deporre le armi”.
Oggi, però alla Casa Bianca abbiamo un antipatico scostumato, insofferente alle norme che ingessano i buoni e concedono ogni licenza ai cattivi, allora la democrazia registra una frattura insanabile ci fanno sapere dal prestigioso Circolo Pickwick dell’ignavia, perché gli aspiranti autoritari non accettano di restare alla finestra quando una repubblica satanica impicca quotidianamente i peccatori e spara a freddo sui suoi giovani esigendo il riscatto dei caderi dalle famiglie.
Ma lasciate stare il Diritto internazionale, tirato in ballo a sproposito! Studiatelo prima, invece di sparlare! Sentire invocare il Diritto internazionale per confutare l'operazione militare israelo-americana contro un regime orrifico islamo-nazifascista quale è quello della… pic.twitter.com/yxbLJFOnIR
— Mariano Giustino (@MarianoGiustino) February 28, 2026
Siamo al paradosso dell’assurdo per il quale i giovani iraniani della diaspora, cantano e ballano nelle piazze ed invocano Trump salvatore della Persia, nel mentre la nostra migliore e più sofisticata intellighentia si dispera tra le nuvole dei sogni per le regolette violate come se i codici avessero una valenza superiore agli stessi giovani innocenti che cadono sotto i colpi dei pasdaran. Eppure negli ultimi cinquant’anni gli sfozi non sono mancati pur curare il trauma infantile che tiene prigioniero l’islam ai precetti coranici. Ancora ci ricordiamo della ossequiosa ospitalità riservata dalla sinistra catto-comunista al terrorista Hassan Rohani .
In tutte le città italiane gli iraniani sono scesi in piazza a festeggiare. Nel video, Bologna piazza Galvani. pic.twitter.com/bUU9nD86XJ
— Free4future (@Free4futur99001) February 28, 2026
C’è un’area, quella del medio oriente, cruciale per i destini del mondo, che del diritto ha da sempre fatto strame. Un’area, diretta e condizionata dalla repubblica islamista dell’Iran, che bellamente trasgredisce sotto gli occhi del mondo libero le norme ed i Trattati salvo poi richiamarli quando si ritrova messa alle strette dall’occidente risvegliato dai sussulti di resistenza per la vita dalle sue democrazie decidenti: USA ed Israele.
la guerra è il solo strumento di emancipazione per le civiltà minorate
Un’area, quella del medio oriente, dove ogni strumento di mediazione civile è reso vano dal fanatismo di matrice religiosa e dai complessi di minorità. Un’area che si mostra incapace di auto riformarsi. Una subcultura tribale che non concede alternative al cambiamento diverse dalla guerra
la guerra è vinta, a dispetto di Telekabul
La guerra è vinta. Checché ne dicano a Telekabul le Gruber, i Formigli, le Marianne d’Aprile, i Telese, i Cazzullo, i Gramellini e tutta la compagnia schiumosa del Circolo collettivo dell’ignavia. Ancora qualche settimana ed ogni minaccia sarà stata disinnescata; allora le Forze speciali della Delta Force scenderanno a terra e braccheranno i mullah del regime assassino strada per strada a Teheran finché i giovani, liberi e forti potranno scendere nuovamente in piazza per riedificare la loro Persia. C’è il rischio fondato che Trump e Netanyahu, possano diventare il Garibaldi ed il Bixio dell’Iran libero ed unito in un medio oriente finalmente pacificato sulla via della civiltà
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