Col ritorno alla Casa Bianca, Trump ha trovato un mondo fuori controllo. Biden gli aveva lasciata un’America in ritirata; l’orso russo impazzito bramoso di riprendersi quel ruolo che fu dell’Urss; la Cina e la canaglia iraniana sulla soglia di casa penetrate in America per la porta di servizio venezuelana;
la bella Europa abbandonata al paradiso delle sue regole artificiali che hanno finito per sterilizzarne la stessa efficacia innovativa di quando ancora era CEE, non facendone né una potenza ad economia avanzata, né una potenza in grado di esercitare quel ruolo di deterrenza necessario a riequilibrare le spinte egemoniche delle grandi potenze.
Con il blitz di Caracas, l’America is back.
Trump ha rimesso ordine nella classifica delle potenze che pensavano di poter esercitare un nuovo ruolo sulla scala globale delle relazioni a cominciare dalla Russia che ha provato a riscoprire il suo passato imperialista invadendo l’Ucraina, per finire alla UE che pensava di riuscire ad avere un ascendente sui mercati internazionali rinunciando alle produzioni in cambio nient’altro che di vincoli e regolamenti auto afflittivi non assunti a norma da alcun altro Stato nei cinque continenti
L’arresto di Maduro ha messo innanzitutto alla berlina Putin. Le cui aspirazioni sono state letteralmente mortificate da tre anni di bombardamenti indiscriminati a tappeto delle città Ucraine senza peraltro riuscire ad averne ragione.
Le dichiarazioni dell’Ambasciatore russo all’Onu, denunciano tutta quanta la delusione del Cremlino nello scoprire che le capacità operative degli USA restano grandemente più efficaci, fulminee e sorprendenti di quelle che avevano incoraggiato la Russia a tentare la carta della forza militare dopo la fuga da Kabul degli americani ordinata dalla cricca Biden.
Il blitzkrieg della Delta Force ha poi messo sull’avviso la Cina: non v’azzardate ad assalire Taiwan, perché il trattamento che vi potremmo riservare sarebbe devastante ed oltremodo umiliante. Con ogni probabilità, riuscirebbe a mettere in forse il potere del Partito che Xi Jinping fa credere al mondo essere granitico e che invece covano negli animi dei milioni di cinesi sparsi per il mondo, sentimenti di avversione al cospetto dei costumi di vita occidentali che la lunga permanenza all’estero comunque finisce per innescare processi di emulazione dei modelli soprattutto nei giovani che nascono e crescono fuori dai confini.
In ultimo, l’arresto spettacolare dell’usurpatore venezuelano ha sostanzialmente fatta suonare la sirena d’allarme degli ayatollah col turbante che evidentemente, dietro la spocchia sfidante, sanno che sta per scoccare anche per loro l’ora X ed interrotta la via dei Caraibi, hanno pianificato la fuga in direzione di Mosca dove presumibilmente andranno a vivere in condominio con Assad
Le politiche di Trump a consolidare le democrazie
Già nel corso del primo mandato Trump, aveva dato prova di non lasciarsi irretire dalla fitta trama del multilateralismo proiettata nel fantastico mondo del diritto immaginifico con l’organizzazione delle Nazioni Unite avviluppata al bozzolo terzomondista che si regge sulla finanza cino-araba
La pretesa di chiamare in causa il diritto internazionale quasi fossero le Tavole di Mosé e definire una violazione della sovranità l’uccisione di Soleimani; il bombardamento delle centrifuche atomiche o la rimozione di un desposta usurpatore della volontà popolare è una vera e propria mistificazione politica
Un pò come a dire che lo sbarco in Europa delle Forze Alleate per ben due volte nel corso del ‘900 senza il quale il vecchio continente avrebbe avuto tutt’altro destino che la libertà ed il benessere diffuso, fosse stato perpretato in violazione di chissà quale teoria di norme di speciale efficacia in grado di riformare i regimi che delle stesse fanno strame
I fumi dell’utopia devono aver dato alla testa anche al nostro Presidente Giorgia. Chissà, forse intimorita dall’eccellente lavoro dell’alleato d’oltreoceano, piuttosto che preparare gli argomenti per respingere la prevedibile canea dei commentatori multilateralisti in panciolle, sembra, a leggere le Sue dichiarazioni, aver preferito prendere in prestito il ma anche di Veltroni per far sapere a Donald di approvare l’eroica azione della Delta Force senza lasciar trasparire entusiasmi ed al contempo rassicurare gli italiani: Lei non è una guerrafondaia. Non fosse che il buon Donald più che dare lezioni con la mano pesante, di guerre non ne fa a differenza dei Suoi predecessori a cominciare dal democratico Obama che violò la sovranità della Libia di Gheddafi. Eppure, nel 2011 a nessuno venne in mente di invocare il sacro diritto internazionale e nemmeno il ripudio della guerra vista che uniti, Europa ed America di Obama, costrinsero il gioviale Berlusconi a muovere guerra al Suo amico Muammar.
la UE è un Trattato monetario e nulla altro
E che cosa dire delle dichiarazioni del Presidente Ursula? Se la Meloni ha potuto appigliarsi al ma anche veltroniano, la Commissione Europea prende atto di avere parole da pronunciare. Fondamentalmente, sulla scacchiere globale è fuori ruolo. Sente di non avere alcuna rappresentanza in nome della quale se non agire, almeno parlare. L’Europa non esiste. Lo spirito unitario di uno Stato, foss’anche una semplice Unione, non trova motivi di slancio dagli articoli di un Trattato monetario. Manca di quella gravità che guida le Nazioni verso un orizzonte comune e che le spinge ad unire le energie spirituali e di destino
L’Europa non è, perché non ha un pensiero guida. Il suo dio informa la moneta non i popoli; i calcoli di Mastricht furono errati. Pensiero ed azione non furono tra i fattori costitutivi. Se anche la riflessione dei suoi ideologici più noti risulta un vuoto appello al quieto vivere, non ci resta altro che confidare nella buona riuscita del soccorso trumpiano perché al termine del Suo mandato, ci lasci un mondo migliore e più sicuro
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