Sono nostalgici della dittatura quelli che pretendono l’onestà in politica

Questo simpatico signore che vedete in foto è Piero Ostellino, giornalista del Corriere che in una lettera al direttore di quel Foglio sul quale scrive la meglio gioventù di un tempo oggi adagiata in soffici e rispettabili poltrone, sostiene che coloro i quali reclamano l’onestà della politica ed una vita pubblica ordinata, non sono altro che dei sempliciotti con nostalgie per la dittatura. Perché diamine dovremmo reclamare degli uomini onesti alla guida del paese quando invece, per esempio, ci accontentiamo in caso di bisogno di un medico abile e capace di guarirci anche se disonesto? Quelli che trascorsero la loro meglio gioventù per realizzare lo Stato socialista oggi, sono arrivati a concludere che la politica è corrotta perché ha troppo lavoro, lo Stato è così tanto pervasivo che offre alla politica molte occasioni per corrompersi. L’onestà politica sarebbe secondo questi signori, la capacità politica stessa cioè, l’abilità di fregarci restando impuniti se invece ritraessimo lo Stato da ogni attività le cose andrebbero diversamente ed i Riva ad esempio, avrebbero risparmiato e continuato ad avvelenarci e saremmo tutti più liberi: loro di arricchirsi, noi di morire. Il caro Ostellino chiede un intero giornale per spiegarci che la moralità pubblica è un’utopia se vogliamo vivere in democrazia a noi invece, basta un Blog per spiegare che se non ci fossero stati questi cattivi maestri, l’Italia sarebbe il più onesto, il più florido ed il più forte degli Stati.

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