Silvio, ci vorrebbe una Thatcher per poterti dimenticare…

Margaret Thatcher festeggia prima elezione a Londra, 4 maggio 1979Puntuale ad ogni appuntamento elettorale bussa alla porta degli italiani ed entra nelle loro case dalla TV, ma al numero 10 di Downing Street, Silvio Berlusconi ha battuto il grugno: respinto per indegnità, non gli è stato permesso di entrare nella casa dei conservatori. La differenza tra i moderati italiani ed i conservatori europei potrebbe essere emblematicamente riassunta nella scusa banale con la quale è stato giustificato il diniego ad assistere ai funerali di iron lady: non c’è posto per Silvio nella Cattedrale di St Paul’s. Undici anni di governo Thatcher salvarano la Gran Bretagna e la sua economia preda delle tasse, della disoccupazione, della spesa pubblica, dei bassi salari, dell’inflazione, della scarsa produttività, dei pochi investimenti. Thatcher seppe superare feroci resistenze sindacali schierati in difesa dei privilegi castali e riuscì a portare dalla sua parte la maggioranza dell’opinione pubblica aiutando gli inglesi a riscoprire le virtù della nazione imbrigliate nella rete della rassegnazione egualitaria. Venti anni di berlusconismo invece, hanno indotto un declino etico e procurato lesioni gravi alla coesione nazionale ed alla fiducia nel sistema nel suo complesso. I conservatori sono un campo tutto da arare in Italia perché, come profetizzò Indro Montanelli, di loro NON è restata traccia con Berlusconi. Iron lady seppellì i parassiti, spazzò il campo sociale dalle menzogne e dalle illusioni del nuovo mondo mai emerso, prodotto unicamente di filosofie non riscontrabili in natura. Fu sostanzialmente una progressista di buon senso perché seppe distinguere le responsabilità che deve assumere per sé la società dai compiti che spettano allo Stato: produrre ricchezza la prima, garantire la giusta tutela sociale non estesa a tutti, ma limitata a riparare i danni collaterali della competizione, il secondo. La montagna di debito pubblico infatti, in Italia è stata accumulata proprio grazie al fatto che si è voluto garantire tutto a tutti sempre ed indistintamente. Se pensiamo che ancora i saggi in Italia si dimenano per salvare i finanziamenti pubblici che tengono parassitariamente in vita i partiti, allora possiamo apprezzare ancor di più l’esempio di Margaret Tatcher attenta alle spese fino alla morte.

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