Hai il pisello, non puoi fare l’assessore

Alemanno anticipa il Tar e licenzia un’assessore. E’ un ladro? E’ un’incompetente? No. E’ un maschio. Deve entrare in giunta una più brava, più onesta, infatti è donna. Siamo sicuri che alle quote rosa seguiranno a breve anche le quote gay e poi ancora, in virtù delle pari opportunità avremo l’obbligo per legge di inserire le quote “lesbiche” e finiremo per determinare di questo passo le componenti dei governi e delle giunte, dei CDA come delle assemblee condominiali NON più prendendo a riferimento la bravura, la compentenza, le capacità amministrative, le doti lavorative dimostrate bensì quelle naturali delle curve piuttosto che dei capelli biondi con gli occhi azzurri, delle capacità seducenti che sostituiranno quelle manageriali. L’anomalia tutta italiana che prevede la sentenza di un Tribunale per assicurare la valutazione imparziale di un soggetto maschio o femmina che sia, è una procedura che offende il buon senso e mortifica la dignità delle donne. Come si sentirà quell’assessore donna che entra in Giunta grazie ad una sentenza e non al fatto che il suo curriculum rechi qualità morali e culturali superiori? Se accetta dubitiamo che possa essere una persona ingamba, di quelle che sanno conquistarsi la stima e la fiducia dei propri collaboratori non necessariamente abbassando le mutande per accertarsi che sia femmina.

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