Non si muore più ed allora sono i ricchi a doversi pagare le medicine

Non è il primo articolo e non sarà l’ultimo per Alesina e Giavazzi i due economisti di scuola liberista che numeri alla mano ritornano sul tema dello stato sociale e della necessità di ridurne l’ipertrofia per ritornare a crescere ed abbattere il debito pubblico. Mentre il dibattito è monopolizzato dai movimenti e dai sindacati che chiedono un rinnovato impegno dello Stato in economia per uscire dalla crisi, i nostri due sul Corriere cercano con l’ausilio di statistiche e numeri di farci ragionare su tesi agli antipodi. Accertato che non si muore più nel senso che la vita media è aumentata di dieci anni sia per gli uomini, sia per le donne che arrivano addirittura ad 85 anni, verificato che il peso dello Stato Sociale grave su un numero sempre minore di lavoratori perché la popolazione invecchia e da noi donne, giovani ed anziani lavorano meno che in altri Stati, NON è più possibile garantire tutto a tutti e dunque, bisogna ridurre la tassazione ai ricchi e tagliare loro sanità ed assistenza che vanno garantite solamente a coloro che hanno redditi medio-bassi. Le risorse così liberate, metteranno in moto l’economia con effetti positivi sulla crescita. Restando alta la tassazione per dare tutto a tutti, gli evasori finiscono per godere dello Stato Sociale universale mentre i redditi medio/bassi sono costretti a ricevere prestazioni insufficienti e ad integrare con contributi aggiuntivi sotto forma di ticket il prelievo.

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