Non si fidano di Alfano, una testa di porco recapita l’avviso al cancello della moschea

testa di maiale infilzata al cancello della moschea di Giugliano (NA)Se anche un campione del liberalismo politicamente corretto, lo storico Paolo Mieli, ammette che si fa fatica a trovare qualcosa da poter definire moderato nelle realtà statuali islamiche seguendo il senso comune che noi occidentali diamo all’aggettivo e riconosce che a partecipare alle manifestazioni “not in my name”, di solidarietà alle vittime della strage di Parigi siano state poche decine di musulmani italiani al punto da citarne l’elenco dettagliato, allora si può comprendere lo stato d’animo reale in cui versa l’opinione pubblica moderata italiana e cioé, quella che per il momento è ancora maggioranza relativa della popolazione residente di origine culturale laica, autoctona cristiana, cristiana non professante, comunque devota: impaurita. La paura la fa da padrone combattutati come siamo tra i principi alti, architrave cui sono ispirate le nostre vite ed i fatti che s’incaricano sciaguratamente di smentirli gettandoci nel baratro delle incertezze dove regna il silenzio e la buona educazione, ultima arma spuntata degli inermi diseducati alla difesa dalla scuola, dalla stessa Chiesa cattolica apostolica romana, dalla politica, dall’intellighènzia e non ultima in ordine d’importanza, dall’economia degli affari che importa manodopera a basso costo e capitali a buon mercato, esporta beni di lusso e tecnologia e rafforza il potere assoluto di emiri, sultani, ayatollah comprando fonti energetiche fossili che ci si ostina a non estrarre in patria per liberarsi definitivamente da questo giogo. La paura inconfessabile è quella di vedere tradita la nostra magnanimità e disponibilità al soccorso ed aiuto indiscriminato come è già accaduto a Parigi e prima ancora a Londra ed a Madrid. Il timore è che si può essere pugnalati alle spalle da chi abbiamo allevato con tanto amore e tolleranza. Le tragedie parigine ci dicono che tutto questo non è stato sufficiente perché si formattasse la matrice d’appartenenza dell’anima profonda, quella che la famiglia e la comunità prossima più estesa incidono indelebile nel cuore e nelle menti come segno di esistenza e di perpetuazione. La paura si aggrava sempre più al nostro interno anche perché l’esperienza ci insegna che non possiamo avere fiducia nelle determinazioni del nostro Governo e tanto meno contare sulle istituzioni deputate alla nostra difesa le quali in più di una occasione hanno dato prova di cedere al nemico, ricordiamo qui gli attentati di Capaci e via D’amelio, ma l’elenco è lungo e dobbiamo parlare d’altro. Se non abbiamo ancora subito attentati in Italia, il merito non è sicuramente di Alfano o dei nostri servizi segreti, che non sono più bravi di quelli francesi e belgi quanto piuttosto, dell’opera e dell’azione protettrice svolta dal Vaticano, ci spiega Cacciari e non solo. A scongiurare attentati in Italia avrebbero contribuito anche le mafie, accorte a non vendere armi alla jihad islamica. Incredibile anche solamente da immaginare, ma la soffiata viene da fonti che quotidianamente si coordinano coi servizi segreti del nostro paese. Come a dire che la mafia ha un cuore e tiene alla sorte delle sue vittime o forse non è così, la mafia e la camorra più semplicemente sanno che con l’avvento di un califfato, sarebbero costrette e sottomesse anche loro e quindi vigilano perché non sia armata la mano dello straniero. Meglio la democrazia anche per loro, non c’è dubbio. In fondo questo è il paese “dò sole”, devono aver pensato gli scugnizzi di Giugliano in Campania, che dell’amicizia e dell’ospitalità fanno una questione d’onore: guai a tradirla! “Balordi”, ipotizzano le forze dell’ordine, si sono resi autori di un gesto dimostrativo contro la moschea di via Marconi che potrebbe però essere interpretato anche come un gesto intimidatorio, d’avvertimento in perfetto stile mafioso: hanno infilzato infatti al cancello della moschea, una testa di maiale insanguinata e scritto al muro d’ingresso: fuck isis“. D’altronde i napoletani non hanno mai fatto mistero dello scetticismo che nutrono verso lo Stato e le Istituzioni e certo non si può fare obiettivamente affidamento in quel chiacchierone di Renzi od in quel colabrodo di Angelino Jolie per restare tranquilli. Se allora tre miliardi e trecento milioni di euro stanziati con la Legge di Stabilità non dovessero bastare ad accogliere e tenere buoni gli amici forestieri, qualcuno ha pensato che fosse meglio informare i malintenzionati della condizione che vige nelle strade della provincia come nei vicoli del centro storico, dove di coraggio da vendere se ne trova ancora in abbondanza…

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