L’Egitto ed i rimorsi della democrazia in medio oriente

egitto poliziotto con in mano Corano Università del CairoBellissima, avvenente, Nina Siakhali Moradi è stata democraticamente eletta al consiglio comunale di Qazvin (Iran), dopo l’esito delle urne viene interdetta dai pubblici uffici con un ricorso dei “conservatori” perché giudicata troppo sexy. Egitto, bagno di sangue. Anche il liberale democratico El Baradei si dimette dal governo che ha deposto il Presidente islamista Morsi, democraticamente eletto. Se anche il più occidentale degli egiziani fa ricorso a Dio per spiegare la sua decisione, i rimorsi della democrazia per aver contribuito a minare irrimediabilmente la vitale stabilità politica in medio oriente sia pur tardivamente, cominciano ad assumere maggiore consapevolezza. Non sono bastate le critiche e le proteste delle cancellerie occidentali ad impedire gli abusi e le invadenze nella vita e nei costumi degli egiziani da parte della fratellanza giunta al potere democraticamente, è stato necessario l’intervento dell’esercito a riprova, semmai qualcuno ha nutrito speranze diverse, che l’Islam politico non si concilia con la libertà e non si declina con alcuna forma di democrazia.

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