Le Province son dure a morire, è partito il mercato dei Comuni

Le Province, son dure a morire. I burosauri della casta clientelare locale, hanno messo in campo ogni iniziativa utile per respingere l’accorpamento delle Province previsto dal Decreto di revisione della spesa, arrivando ad argomentare con ragioni che vanno dalla cultura alla storia alla tradizione fino ad immaginare il lancio di un vero e proprio mercato dei Comuni: Trapani offre un’assessorato pur di annettersi il Comune di Menfi e raggiungere i parametri di superficie (2500Kmq.) e di popolazione (350mila abitanti), necessari per sopravvivere. Napoli, è disposta a cedere alcuni Comuni ad Avellino e Caserta che a loro volta cederebbero i Comuni di Cervinara e San Polito Sannitico per far sopravvivere Benevento. In Italia una recente indagine condotta dalla Uil ha rilevato che ben 1,3 milioni di persone vivono di politica direttamente o con incarichi nel vairegato mondo del cosidetto capitalismo locale rappresentato dalle società partecipate. Una ipertrofia amministrativa che NON ha eguali nel mondo e nelle cui budella lunghe, numerose e fameliche precipitano ingenti risorse che si disperdono canalizzate nella capillare rete clientelare territoriale della corruzione. Tutto è affidato ai TAR, se l’operazione di taglio da 2,5 miliardi di euro alla spesa pubblica improduttiva sarà portato a termine, lo decideranno le sentenze del Tribunale Amministrativo e quasi sicuramente, i ricorsi di ultima istanza al Consiglio di Stato.

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