La Severino fa da webmaster al PDL

L’ossessione dei partiti quando escono dalla trincea dei finanziamenti pubblici e delle ricche indennità parlamentari, è scagliarsi contro i blogger e la libertà di espressione che inevitabilmente li danneggia o meglio, li spoglia e mette a nudo fustigandoli per le loro nefandezza e ruberie. Nel tiro dei veti incrociati e dei ricatti incofessabili che la malapolitica mette a segno a danno dell’Italia per mano dei sempre meno tecnici e dei sempre più ministri della partitocrazia tuttora imperante, la Severino si scopre webmaster del PDL reintroducendo nella bozza di riforma il ddl ammazzaBlogger di Alfano. Piuttosto che preoccuparsi di spingere sull’approvazione della legge anticorruzione, la Severino conferma l’opinione che di lei ha Marco Pannella: capisce di avvocati ma non di giustizia, infatti, pensa che il reato di diffamazione non sia un deterrente sufficiente a frenare il lavoro d’informazione dei blogger e vuole imbavagliarci per arginare l’emorragia allarmante di consensi testimoniata dall’astensionismo e dall’indice di gradimento di Grillo rivelato dai sondaggi. Il sospetto che ci viene spontaneo alla mente è che questo Governo tecnico presieduto da Monti altro non sia che un blog dei partiti impossibilitati ad operare direttamente per indegnità e bancarotta fraudolenta dell’ispirazione.

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