Incursori e Parà pronti a respingere gli attacchi dell’Isis nelle città italiane

COFS1La FBI americana ha previsto che un gran numero di jihadisti avvezzi al combattimento rientreranno in Europa, la Patria rinnegata, parallelamente alle sconfitte subite sul campo in Iraq e Siria. La delusione e la conseguente prevedibile frustrazione che li assalirà, espongono le nostre città a gravi rischi terroristici che potrebbero moltiplicarsi sotto la spinta attrattiva del mito Jihad che i reduci inevitabilmente esercitano tra i giovani una volta rientrati nelle comunità stanziate nella “terra degli infedeli”. Per far fronte alla minaccia, l’attività dei servizi di sicuro non basta e l’Italia che sui teatri di guerra in medio oriente ed in Libia si limita a svolgere un ruolo da comprimario con l’addestramento dei peshmerga curdi e la formazione delle forze di Polizia locali oltre che di cure sanitarie prestate ai feriti, per la difesa del territorio nazionale ha allertato l’esercito e si prepara a respingere con gli incursori ed i parà i probabili attacchi dell’Isis. In 18 città italiane accuratamente classificate come sensibili, sono in via di dispiegamento le A.P.I. ovvero aliquote di pronto intervento; in altri 13 centri abitati sensibili sono state formate le S.O.S. ovvero squadre operative di supporto a ciclo di addestramento continuo. Le unità A.P.I. sono poste sotto i comandi territoriali dell’Arma mentre le S.O.S. saranno agli ordini dei reparti mobili dei Carabinieri, entrambe con una missione specifica assegnata: dare una prima efficace risposta operativa agli attacchi, cristallizzando la situazione in attesa delle forze speciali d’intervento rapido che al nord saranno posti in essere dal GIS dei Carabinieri e da Roma in giù, dai NOCS della Polizia di Stato. L’esperienza belga e più ancora le rivalità registrate al Bataclan di Parigi tra la Polizia e le Forze Speciali, evidentemente hanno suggerito di disegnare preventivamente una linea di comando precisa e dettagliata che verosimilmente potrebbe salvare molte decine di vite umane. Malgrado quindi il ripudio della guerra per Costituzione, questo non ci evita di prepararci adeguatamente a combattere nelle nostre contrade la guerra a pezzi  come ama puntualizzare il nostro caro Francesco, Papa dei cattolici che da buon marxista sudamericano vede nel fattore economico il motore incessante della storia e non vuole sentire parlare di guerra di religione nemmeno dinanzi ai Preti sgozzati sull’Altare. Capito? A pezzi o per intero qui però ne va della nostra salvezza in terra e ci conforta che in caso di pericolo, possiamo almeno sperare nell’arrivo dei nostri autorizzati a condannare all’inferno i Caini venuti in pace per poi poterci meglio pugnalare alle spalle a cui Dante, almeno lui, riserva infatti il girone della Canea nel XXXIII Canto della Commedia quella sì Divina, quali traditori dei parenti. Comunque blindare tutte le Chiese in Italia per scongiurare assalti sarebbe impossibile e forse persino inutile, quello che possiamo fare visto che ci siamo inflitti questa piaga per principio, è verificare l’impiego degli ingenti flussi finanziari provenienti dall’Arabia Saudita e dal Qatar conferma Angelino Jolì ministro degli Interni, e cercare di accreditare presso le comunità islamiche degli Imam di cultura italiana che disinneschino la propensione all’imposizione diffusa da molti  tra le guide spirituali che spesso ci ritroviamo nei garage dei nostri condomini, formati nelle scuole scuole coraniche d’oriente dove i valori di riferimento stridono con le nostre consuetudini di vita.

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