I tagli spagnoli eccitano i toreri italiani

La manovra Monti NON si può dire né equa, né bilanciata ma l’idea che si potesse continuare a tagliare ed assottigliare la spesa fino a rendere lo Stato una semplice espressione giuridica svuotata di ogni contenuto, sogno che accarezzava quella destra conservatrice che in Tremonti ha avuto il suo angelo sterminatore, è del tutto fuori dalle logica economiche. Gli annunci di tagli alla spesa del nuovo governo spagnolo eccitano i fedeli degli indici azionari che nel profitto speculativo declinano le sole desinenze del mercato sulle quali pongono l’accento dimenticando che i tagli spagnoli annunciati arrivano dopo la sbornia zapaterista mentre in Italia con la sola eccezione della politica, tutti i capitoli di spesa hanno patito una dura cura che ha finito per ingenerare la depressione delle attività degli enti territoriali ed interi settori della economia ausiliaria la sola che è rimasta a garantire la sorte dei meno abbienti e degli esclusi dai cicli produttivi. Il grasso che si apprestano a sfrondare in Spagna, in Italia è stato sciolto da tempo e semmai, quello che si doveva mettere in discussione era la scelta di decidere se svuotare le tasche dei lavoratori o le casseforte degli evasori.

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