Copasir, invito a dedurre per Conte ad urne chiuse

Ad urne chiuse, il Conte tacchia è stato convocato al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Non sarà un incontro formale, promettono i senatori ed i deputati di maggioranza ed opposizione, componenti paritari dell’organo di controllo e vigilanza sull’operato dei servizi informativi, più volgarmente romanzati dalla letteratura e dal cinema come servizi segreti che forse meglio rendono l’idea di una orgazzazione che agisce nella riservatezza ed i cui funzionari operano sotto copertura. Articolazioni di questi servizi, in passato, si sono rese più volte protagoniste di devizioni dai compiti istituzionali di salvaguardia della Repubblica; come di collusioni con organizzazioni criminali e quando non anche di tentativi alquanto velleitari di rovesciamento del regime democratico. Ecco perché il Conte tacchia sarà chiamato a spiegare i motivi per i quali ha tentato di modificare le norme di nomina dei capi servizi in scadenza con un evidente intento di fidelizzazione personale introdotto surrettiziamente nel Decreto emergenza covid al punto che dal Colle si è lasciato che trapelasse un irritato disappunto. Materia incandescente quindi, quella che vedrà impegnato il nostro Conte tacchia, martedì 22 settembre, non a caso il giorno dopo le regionali all’ora che tutte le TV ed i mezzi di informazioni saranno impegnati a battere ed illustrare scenari politici che potrebbero verosimilmente vedere il Governo Conte II in rotta per il declino definitivo. Dovrà dunque dare prova, il Presidente del Consiglio, di tutta quanta la sua bravura di avvocato di sé stesso e magari non basterà la fumosa eloquentia barocca per convincere l’opposizone e la maggioranza che lo tiene sospeso a palazzo Chigi, che la sua determinazione a chiedere il voto di fiducia pur di far passare la riforma dei servizi senza un confronto ed un dibattito a viso aperto nelle aule parlamentari, non avesse altri fini che quelli di una prorogatio tecnica in un momento di estrema emergenza prioritaria per il paese. Che cosa voleva farci coi servizi, prorogando altri quattro anni gli uomini che ne tirano le fila giunti a scadenza naturale del loro mandato? Avvocato, chiarisca!

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