Contro Monti, solo Bossi e De Magistris

A chiamarsi fuori sia pure per ragioni diametralmente opposte, sono rimasti solamente Bossi e De Magistris. Il lumbard ha bisogno di far dimenticare ai suoi elettori le porcherie che ha votato in lunghi anni di alleanza con Berlusconi ricevendo in cambio un piatto di lenticchie che ha saziato però la fame delle casse lumbarde. E’ l’occassione propizia per rispolverare e chiamare a raccolta i popoli “padani” che lavorano e non vogliono pagare altre tasse per mantenere il sud mentre De Magistris fa perno sulla rabbia dei precari e della Fiom per lanciare il movimento nazionale di alternativa al liberismo europeista di Monti. Più fondato e realista sembra il progetto di opposizione leghista, una frenesia onirica quella di Giggino che chiama alla lotta di classe, ancora convinto di poter trovare terreno fertile nel mondo operaio delle valli analogamente a quanto gli è riuscito tra i vicoli di Napoli dove ha speso le promesse di sempre: ‘o posto e l’assistenzialismo per vincere le elezioni. E’ convinto di riunire i proletari padani ai disoccupati campani per riuscire a prendere il Governo dell’Italia. Presto o tardi si sgonfierà questa è la nostra profezia.

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