Un’inquieta Pasqua quella dei Serenissimi in tutta Europa

focaccia  veneta2Gli hanno sequestrato il computer, dev’essere questo il motivo reale che ha inquietato la Pasqua quest’anno al serenissimo: “continueremo a combattere, sempre in modo pacifico”, precisa. La lezione evidentemente è servita a qualcosa se lo scopo del tanko una volta scoperto, è diventato un innocuo “cerimoniale”, quasi fosse un oggetto liturgico. Per la verità a noi italiani la forma, il colore, i cingoli, tutto l’armamentario ideologico che l’ha armato portava alla mente le sfilate al passo dell’oca. Non a caso il serenissimo dopo 15 giorni di “torture” inflitte da giudici che si sono formati nelle Università coloniali e non ai piombi di San Marco, rifiuta la resa. Promette di comprarsi un nuovo tablet e continuare a combattere, non gli è bastato il flop di plebiscito.eu che ha fatto registrare votanti indipendentisti anche dall’Africa e dall’Asia in nome del popolo veneto. Il serenissimo chiede il referendum per l’indipendenza dallo “staterello” italiano. Sogna la grandeur slovacca. Dimentica che i suoi nonni vennero nel Pontino a scavare il canale Mussolini. Ebbero case e terra fertile da coltivare per fare grande l’Italia. La ricchezza, è questa l’unica vera spinta ideologica comprensibile del separatismo. L’onda di egoismo investe tutta l’Europa dalla Scozia alla Catalogna, alle Fiandre, dal Veneto all’Ucraina. La crisi dell’euro ha riacutizzato il virus latente del regionalismo identitario le cui radici affondano nel medioevo, comunque vagheggiano di un Europa ancora tutta da costruire, per la miopia degli Stati Centrali. Insieme si, ma ciascun per sé. Non uno scudo senza il mio tornaconto. All’orizzonte purtroppo, non si scorgono personalità in grado di sciogliere questo nodo e ci si continua ad attardare tra patti, consigli, vetrine parlamentari, direttive e parodie di banche centrali che registrano come unico effetto perverso, il ripiego nel recinto del proprio cortile.

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