un sondaggio svela che gli elettori del PD cominciano ad aver paura del Governo

Taci, il nemico ti ascolta. Il corteo antirazzista convocato a Macerata dai centri sociali si è guardato bene dal pronunciare una sola parola di vicinanza alla povera Pamela, una ragazzina caduta anch’essa vittima innocente dell’odio razziale o di genere, se si preferisce. Pamela ha dovuto patire una violenza inaudita che non ha solamente messo fine alla sua giovane esistenza, ma si è prodotta nell’istinto animalesco più basso degli uomini, quello prossimo alle fiere della foresta. Eppure, finanche la politica più accesa tra quella in difesa dei diritti dei più deboli, ha preferito glissare per il timore di contraddire l’ideologismo ispiratore della bontà che supera ogni realtà dei fatti e si rifiuta di vedere i carnefici, quando sono immaginati vittime a prescindere. La gran massa degli italiani comunque, si è chiusa in casa. Barricata davanti alla TV, anche Macerata ha preferito ascoltare le canzoni di San Remo piuttosto che scendere in piazza ad ascoltare quelli che oggi pontificano contro la violenza ed il razzismo sugli organi di informazione, ma che ieri sono ben noti per essersi formati negli ambienti della intolleranza e dell’incitamento alla lotta. Oggi che con espedienti e manipolazioni sono divenuti classe dirigente, gli italiani li temono più di ogni altro, perché avvertono imminente la minaccia portata dalle strambe fantasie che a distanza di cinquant’anni ancora alimentano le loro decisioni. A rilevarlo scientificamente, sono i sondaggi di Mannheimer tra gli elettori dello stesso PD, confusi e delusi sul come gli esiti delle scelte dei Governi di sinistra, pur sempre convitamente sostenute dalla base, si stiano drammaticamente ripercuotendo nella società italiana giunta ai limiti massimi della esasperazione. I dati che emergono dalle interviste, segnalano il raccapriccio degli elettori PD dopo i fatti recenti di cronaca nera. Una quota sempre più crescente è stata indotta a ripensare le posizioni in ordine alle immigrazioni libere ed irregolari. Si è abbassata dal 19 al 17% la fetta di piddini che si dicono disposti ad accogliere tutti. Di regola sono giovani con un grado di istruzione elevato quelli che ritengono che l’Italia debba e possa ospitare tutti, indiscriminatamente. Crolla di nove punti dal 43 al 34%, la quota di elettori di sinistra che pensa che si debbano accogliere i rifugiati e respingere i migranti economici. Sale invece dal 36 al 38% la fetta di elettori del PD che ritiene che oramai l’Italia sia satura e debba chiudere definitivamente la stagione dell’accoglienza perché ha già fatto tutto quanto poteva ed era nelle sue possibilità. Con la sola eccezione di Minniti, tra i caporioni che guidano le poltiche della sinistra, pare che nessuno abbia ancora avuto sentore del vento che tira. Il 4 marzo, ne siamo convinti, molti si diranno scioccati dalla deriva popolare che avrà presa l’elettorato. Faranno seguire dibattiti estenuanti, manifestazioni imponenti, gli intellettuali firmeranno mamifesti indignati, artisti e cantanti scriveranno lettere aperte al Presidente della Repubblica, sulla falsa riga di quanto è già accaduto in America con Trump. Si dimeneranno come ossessi, pur di sovvertire il verdetto democratico delle urne.

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