Roma sbattuta sulla via della seta dalla caina Bruxelles

Roma meno sprovveduta di quanto poteva immaginare Bruxells, non a caso dietro gli accordi commerciali con la Cina s’è vista chiara la regia di Mattarella. Se i vantaggi che ne verranno agli italiani sono ancora tutti da fatturare, un dato però si può dare già per acquisito a giudicare dalle reazioni sdegnate della UE per bocca dell’isterico Macron da un lato e dalle preoccupazioni più volte espresse dalla Casa Bianca sotto forma di avvisi e messa in guardia dall’altro: la Cina ci aiuterà a cambiare la UE ed a risolvere l’euro, il suo equivoco costitutivo; ed aiuterà anche gli Stati Uniti dell’America trumpista ad uscire dal suo isolamento per riappropriarsi del ruolo guida dell’occidente in declino. Certamente gli italiani corrono un rischio reale: quello di assoggettarsi all’impero d’oriente sul lungo periodo perché è nella logica delle cose che chiunque tiri fuori dei soldi per venirti in aiuto poi farà valere i suoi diritti alla bisogna, ma resta da osservare che l’Italia è stata  sbattuta sulla via della seta dalle sorelle caine di Bruxelles e dal provincialismo egoista trumpiano che in prospettiva globale ricorda da vicino quello peninsulare bossiano ampiamente sperimentato con la riforma Costituzionale del 2001. Entrambe, UE ed USA, hanno ben poco da lamentarsi perché ben poco hanno fatto quando non hanno scientemente ostacolato e danneggiato l’Italia negli ultimi dieci anni. Una strategia di corto respiro quella obamiana prima e quella trumpiana poi che ha visto progressivamente gli USA ritirarsi dal Mediterraneo e quella UE trattare i paesi della sponda meridionale alla stregua di sudditi tenuti all’obbedienza cieca utilizzati a protezione degl’interessi franco-tedeschi-olandesi. Miopi, ci hanno sottovalutati quasi fossimo l’ultimo dei paesi e non già la pedina fondamentale della NATO nel Mediterraneo ed il miglior approdo per gli scambi commerciali e gli approvvigionamenti energetici tra Europa, Asia ed Africa. Solo una sciatteria può averli indotti a pensare che l’Italia, con la sua storia ed il suo portato d’ingegni, sarebbe potuta restare a guardare e marcire senza aiuti per asfissia economica tra vincoli e malversazioni come il “bail in” sulle nostre banche di sviluppo territoriale, ad esempio. Gli accordi commerciali firmati con Xi Jimping sotto lo sguardo attento e muto di Mattarella, hanno un merito che va ben oltre i venti miliardi di affari prospettati dal sol levante. D’ora in avanti l’Unione Europea con in testa la Germania ed a seguire gli Stati Uniti, sapranno che gli italiani sono comunque capaci di far da soli e chi vorrà godere della bella Italia dovrà tirare fuori la grana altrimenti si rassegni a portare le corna perché di certo gli italiani non sono più disposti a dare in cambio di nulla, il sudore della loro fronte. La prova che la nuova medicina cinese prescritta dalla dottoressa Italia alla vecchia e malata Europa di nonna Merkel e nonno Junker stia già dando i suoi primi effetti benefici, s’avverte dall’eco delle parole proibite che giunge da Bruxelles: blocco degli investimenti stranieri; divieto di acquisizione di marchi storici da parte delle multinazionali extra UE; chiusura degli appalti non reciproci. E’ bastata aprire una porticina di servizio agli illuminati della competitività, del rigore e del libero mercato, per accendere la luce sovranista su confini e Trattati economici. Oggi e sempre, Roma caput mundi!

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