quale Giustizia per quelli che s’indagano e s’arrestano a vicenda

Magistrati che si intercettano, si indagano e si arrestano a vicenda. Umano, troppo umano il sospetto che la Giustizia sia caduta preda di un furore fazioso ed onnipotente, fuori controllo, che la discredita agli occhi di quanti, comuni cittadini, amano immaginarla giusta, imparziale e rassicurante. E’ maturo il tempo, pensiamo, perché si ridisegni il perimetro esatto della giustizia; che venga circoscritta ai reati nel quadro imperativo di una sovranità che appartiene al popolo, custode ultimo ed unico chiamato ciclicamente a rinnovare l’indirizzo legittimo dei suoi poteri alcuno dei quali può essere ad esso sottratto o mistificato dall’esercizio delle funzioni conferite. Si ridefiniscano nel dettaglio, i poteri di quanti sono chiamati a scrivere le Leggi e di coloro ai quali si chiede l’applicazione non già in ragione di opinabile interpretazione, quanto piuttosto della lettera ispiratrice del diritto. S’impianti un sistema rigoroso di selezione nel quale ai soggetti più inclini al protagonismo e maggiormente suscettibili al trasporto delle passioni, sia interdetto l’accesso ai poteri di giustizia. Così come è impedito al medico di esercitare le professioni edilizie, siano impedite le pretese indifferenti di accusare e giudicare. Infine, si riveda l’adesione al sistema ordinamentale internazionale perché le pronucie delle Corti fuori dai confini trovino una acquisizione che sterilizzi la confutazione dell’ordinamento nazionale. Fuori registro, come si conviene ad un blog populista di nuova generazione, ai magistrati sia impedito con ogni mezzo di fare politica per ordinanze e sentenze. La sovranità appartiene al popolo, la Costituzione non va agitata strumentalmente solo quando si conviene!!!

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