Putin è terrorizzato, entro novembre Assad cadrà. Intanto piovono bombe sugli ospedali in Siria

Fonti del Pentagono danno Assad per finito entro novembre di quest’anno: non ha più il controllo del territorio. Le analisi si fondano sugl’esami dei dati raccolti dalla CIA. La prospettiva terrorizza Putin che teme di vedere alle porte di casa un nuovo pericolo islamico sul modello mai domo della Cecenia e del Daghestan. Questo forse spiega più di ogni altra ragione l’opposizione della Russia a qualsiesi intervento esterno. Sempre secondo le fonti della Cia, i combattenti jihadisti presenti sul campo tra le fila dell’esercito libero di Siria sono calcolati sulle 3/4mila unità e preoccupano non poco anche la Casa Bianca che per bocca della Clinton fa sapere: NON saranno tollerati quanti cercano di approfittare della situazione. Le cronache però ci dimostrano come Assad non bluffava quando ha annunciato in TV che avrebbe ripulito Aleppo dai terroristi. La capacità di reazione delle sue truppe gli consente ancora di muoversi e minacciare. Troverete di seguito le immagini particolarmente crude del bombardamento con ordigni da mezza tonnellata di Azaz, città a pochi chilometri dalla Turchia base di appoggio dei ribelli, con interi quartieri rasi al suolo e centinaia di persone intrappolate sotto le macerie. La furia dell’esercito di Assad non si ferma nemmeno di fronte agli ospedali anche se segnalati in maniera incontrovertibile, le immagini successive diffuse dalla CNN ci mostrano l’ospedale di Aleppo preso di mira dal lancio di missili con bambini schoccati, doveroso avvertire quanti intendono scorrere questi filmati che sconsigliamo alla vista di soggetti sensibili.

(Visited 18 times, 1 visits today)
FacebookTwitter
Questa voce è stata pubblicata in esteri e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.