Prodi pronto per il Quirinale: Vendola non è Bertinotti però l’Unione è ferma all’euro…

vignetta-prodiIn giro per il mondo a chiedere la carità per l’Onu ed aiutare il Sahel, l’area più povera del mondo popolata da una umanità dolente, Prodi è comunque informatissimo sulle miserie della politica italiana e sugli en passe dell’Unione Europea. Che sia Bersani, o che sia Monti il prossimo Presidente del Consiglio, s’intuisce che Prodi è pronto per il Quirinale: Vendola? Non è Bertinotti. Ha un forte senso delle istituzioni e si stringerà al PD in un forte patto di legislatura. Berlusconi è un vecchio scialacquatore che ripropone sempre lo stesso gioco del vantaggio a breve, anche se stavolta per recuperare punti ha dovuto promettere addirittura la restituzione in contanti dell’Imu che serve ai Comuni per pagare gli asili, le mense, i scuola-bus. Il centro sinistra farà la politica della formica riorganizzando la P.A. ed investendo nella scuola e nella ricerca, impostando una vera politica industriale che ora è assente. Sosterremo chi cerca di fare e di fare bene, non ostacoleremo perché per avere il lavoro deve ripartire la produzione. Non è vero che siamo il partito della spesa, io lascia il debito al 106% del PIL, Berlusconi al 120%. Le condizioni internazionali sono però mutate nel frattempo, siamo obbligati al pareggio di bilancio. Dopo l’euro l’Europa si è fermata. La Germania le ha imposto una politica recessiva ma non si dissolverà. Per il momento hanno vinto gli euroscettici finché non emergerà una vera “leadership” europea, nessun paese riceverà reale sostegno dall’Unione.

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