nel trasformismo la riserva del parlamentarismo, dopo il 4 marzo un governo qualunque ci sarà, assicura Verdini

Non siamo la Spagna e nemmeno la Germania che dal 24 settembre 2017 ancora attende la formazione di un nuovo Governo. Il parlamentarismo italiano, fortuna sua, mantiene sempre una carta di riserva che in caso di stallo è pronta a tirare fuori dal mazzo per calarla sul tavolo delle maggioranze combinate: il trasformismo. Denis Verdini ed i suoi gruppi di responsabili che dal 2010 assicurano un Governo alla Repubblica con transumanze da destra a sinistra e ritorno indifferentemente, rassicura tutti: dopo il 4 marzo, quale che siano i numeri in Parlamento, comunque avremo un Governo. Evviva. Possiamo stare tranquilli, la nostra è una democrazia matura. Basta fare numero ed il popolo ridiventa sovrano. Se poi nascono Governi conservatori con voti carpiti all’elettorato di sinistra o viceversa, Governi progressisti con voti sottratti all’elettorato destrorso, poco importa. Francia o Spagna, purché se magna. Stiamo qui a ben guardarci dal rischio di voler apprezzare il vincolo di mandato. Sacrosanta a nostro avviso è la libertà di opinione degli eletti quando matura dal discernimento, ma il punto è proprio questo: poter scegliere a rappresentarci in Parlamento gente libera che abbia delle opinioni; gente che abbia idee e proponga soluzioni percorribili. Mentre invece con le liste bloccate ci ritroviamo in ogni schieramento degli ibridi funzionali a raggiungere un quorum qualunque, purché il sistema di poteri si perpetui e non abbia a compiere scelte di cambiamenti che non siano la risultante di negoziazioni opache quanto truffaldine, ma piuttosto l’applicazione esecutiva di una programmazione sottoposta al vaglio degli elettori, sia pure suscettibile delle eventuali smussature e contemperazione che i casi e le opportunità spesso richiedono. Ancora una volta invece, il sottobosco degli interessi si è messo al lavoro e lo dichiara addirittura spavaldo: il 4 marzo impugnerà il Parlamento in beffa del popolo sovrano perché a prescindere dal verdetto delle urne, si abbia a fare una politica che non trova riscontro nella maggioranza delle opinioni pubbliche, ma sia stata determinata ed ottenuta da una delle minoranze migliore offerente. Poi non veniteci a raccontare che la democrazia è minacciata, siete voi che la rendete impresentabile ai cuori ed alle menti degli italiani esasperati dal veder diventare leggi, norme orientate agli interessi delle multinazionali che hanno depredato l’economia nazionale quando non addirittura in vantaggio dichiarato di potenze straniere.

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