L’Italia che verrà, somiglierà alla Sicilia

crocetta-showNon ci stupiremo se l’Italia che verrà dovesse somigliare alla Sicilia di Crocetta. Infatti, se la Sicilia si confermasse il laboratorio sperimentale di quanto si prepara sul continente, vorrà dire che tagli e riforme alla macchina statale si risolveranno nella moltiplicazione dei pani e dei pesci e nulla cambierà in concreto anzi, la politica avrà ancora una volta mostrato il suo volto più astuto mettendo in atto un cambiamento a parole che alla prova dei fatti non muterà alcuna delle condizioni che hanno concorso a determinare il disastro dal quale non si riesce di venir fuori. Un esempio su tutti: Crocetta ha presentato a Bersani la soppressione delle nove Province siciliane come un modello di accordo programmatico col M5S di Grillo, ma in realtà non ha fatto altro che moltiplicare per 4 i nove Enti Province. Il prodotto ha restituito esattamente 36 nuovi Enti, di cui 33 Consorzi e 3 Città Metropolitane e cioé, si è passati da 9 Presidenti eletti a 33 Presidenti nominati con codazzo di Direttori Generali ed auto blu. Straodinario il numero di personale politico in disarmo od in attesa d’impiego che i partiti siciliani potranno sistemare per poi trovare nelle urne un sicuro successo e la conferma di un rinnovato ciclo politico che ridarà sicuramente fiato ai partiti che abbiamo imparato a conoscere nella prima Repubblica e detestato nella seconda. Non ci resta che aspettare tempi migliori…

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