Il Decreto del fare poco pur di fregare la Troika

Enrico LettaQuattro ore e mezza di litigi ieri nel CdM per stilare un Decreto del fare poco, giusto quel tanto che basta per fregare la Troika che ci tiene sotto stretta sorveglianza interessata solo all’obiettivo del 3% di deficit da non sfondare nel 2014. Il Decreto prevede 80 microprovvedimenti, nulla di definitivo e strutturale. Una sorta di lenzuolate di bersaniana memoria nelle quali sono entrate anche misure che fanno gridare vittoria al PDL ad esempio, l’abolizione della tassa sulle barche spacciata come provvedimento di rilancio della nautica e il ridimensionamento dei poteri di Equitalia. Un contentino però è previsto anche per la sinistra, dai fondi tagliati alla TAV ed a quelli per costruire l’autostrada litoranea promessa da Berlusconi a Gheddafi, si sono raggranellati 2 mld che andranno a finanziare le opere pubbliche compreso la ristrutturazione delle scuole. Da segnalare anche lo sblocco del turn-over per l’istruzione: saranno assunti 3000 ricercatori. Il resto è tutto un rinvio a gennaio 2014, quando i nodi dell’Iva e dell’Imu verranno al pettine. Ciò di cui avremmo urgente bisogno invece, sono coraggiosi e forti tagli di spesa ribadiscono ancora una volta il duo crescita eGiavazzi-Alesina sviluppo Alesina e Giavazzi. Al netto della spesa sociale e degli stipendi per gli statali, abbiamo 351 mld di spesa pubblica da aggredire per abbassare le tasse e rilanciare la crescita. I conti sono presto fatti: dall’eliminazione delle Provincie pur con la riallocazione dei dipendenti, si risparmierebbero 1,9 mld; l’eliminazione delle sedi distaccate dei Tribunali, delle Procure e dei Giudici di Pace secondo la stima fatta dalla Severino procurerebbe risparmi per 30 mld, ma già i TAR sono al lavoro per bloccare il piano di razionalizzazione. Infine altri 10 mld verrebbero dai tagli ai sussidi alle imprese senza toccare quelli a scopo sociale. I tagli ai trasferimenti alle imprese si potrebbero compensare con l’abbattimento del cuneo fiscale. Basterebbe chiedere ad una famiglia od ad un qualunque piccolo imprenditore come si fa a tagliare le spese inutili ed improdduttive scrivono Alesina e Giavazzi ed invece Saccomanni fa del “terrorismo” sostenendo che le tasse non si possono abbassare pena gravi ed insostenibili tagli alla spesa sociale.

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