guerra e pace, più del rigore pensa Monti, potrà il terrore

Si avvicinano le europee e Mario Monti sente il fiato sul collo dei popoli liberi che minacciano di far saltare la sua amata UE, architettura artificiale per la quale ha così tanto lavorato da renderla praticamente la più odiata dagli italiani. Dove ha fallito il rigore avrà pensato, potrà riuscire il terrore e convincere gli elettori: con un Parlamento egemonizzato dai sovranisti sarà guerra tra gli Stati, osserva; di converso, con una Unione guidata da socialisti, popolari e liberali saldamente nelle mani franco-tedesche, il continente continuerà a garantirsi pace e prosperità. E sì che conosce bene il legato della Commissione per l’Italia i vantaggi che l’Unione ha garantito negli ultimi cinque anni a Germania e Francia e più in generale allo strapotere finanziario del nord Europa al punto da ammettere che lo scenario di un Parlamento europeo a maggioranza sovranista è alquanto improbabile. Difficile infatti immaginare una virata anti euro nelle urne di quanti avrebbero tutto da perdere da un allontamento dai poteri di veto che esercitano a mezzo della Commissione, della BCE e del Consiglio d’Europa. Allora Monti rivolge i suoi avvertimenti direttamente agli italiani: se pensate di cambiare la UE col vostro voto, state freschi. L’Italia sovranista sarà isolata ed anche il suo Commissario non conterà nulla in una Commissione a maggioranza di forze tradizionali. Come se negli ultimi cinque anni, la Mogherini pur del PD, avesse contato qualcosa od avesse mosso un dito in favore del popolo italiano e della nazione che l’ha designata. Si è messa anzi al servizio degli intendimenti di Francia e Germania in tema di immigrazione promuovendo gli accordi di sbarco esclusivo sulle nostre coste e relativa presa in carico oltre agli accordi con la Turchia per fermare i flussi da est in direzione della Germania ai quali l’Italia non si è potuta sottrarre ed ha sganciato 240 milioni dei sei miliardi dati ad Erdogan perché chiudesse le frontiere. I giochi quindi sono sostanzialmente già fatti, par di capire dalle profezie di Monti. Dopo il 26 maggio cambierà tutto in Europa perché nulla cambi nel concreto. Lo conferma quasi senza ritegno anche Zingaretti: siamo socialisti con programmmi diversi da Macron con il quale però puntiamo a fare fronte comune contro i sovranisti ed insieme inevitabilmente andremo a sostenere i popolari merkelliani. A smontare le tesi montiane però, s’incarica la storia. Se anche i sovranisti riuscissero ad impadronirsi del Parlamento europeo ed a cancellare il Trattato di Mastricht, non resterebbe il nulla, ma ritorneremmo alla CEE cioé, a quella Comunità di Stati sovrani che ha garantito sviluppo e pace in Europa a differenza della UE sostenuta da un ampio fronte del bene che va da Macron alla Merkel, da Bergoglio alla Bonino e compagnia Soros che invece ci hanno regalato immigrazione, disoccupazione ed asfissia economica. Anzi, la UE ed il suo rigore ci sono costati in termini di PIL e debito quanto se non più di una guerra persa. Se poi vogliamo rimanere sui campi di battaglia, a voler essere precisi, dobbiamo ricordare che non furono le nazioni a scatenare le guerre tra gli Stati europei bensì, i progetti egemonici della Francia di Napoleone prima e della Germania di Hitler poi a procurare morte e distruzioni checché ne scriva Monti. La UE in fondo, altro non è stata che una nuova guerra combattuta non con le armi da fuoco, ma con la moneta tedesca agitata dalla Francia macroniana ad esclusivi loro interessi mercantili e finanziari. Noi italiani, abbiamo perso anche questa ultima guerra di sola moneta. Lo certificano tutti i dati economici ogni Santo giorno nei bollettini dei telegionali!

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