Fratellanza maccartista, registi ed attori accusati di blasfemia in Egitto

Con il passaggio dalla dittatura alla democrazia l’Egitto si è trovato catapultato nell’oscurantismo culturale della fratellanza musulmana che ricorda da vicino i danni irreparabili procurati dal maccartismo nell’America degli anni ’50. Una speciale “commissione” è stata incaricata di bandire dal cinema, dalla letteratura, dai musei scene, poesie, romanzi, statue e dipinti che raffigurano nudi o momenti di effusioni anche innocenti come baci, carezze, abbracci gesti considerati offensivi dal Corano. La fratellanza musulmana, che qualcuno in Italia paragonò alla nostra Democrazia Cristiana sminuendo il pericolo di una simile forza d’ispirazione religiosa al governo in Egitto, ha vinto le elezioni presentandosi come partito moderato ben distinto dai salafisti estremisti che invece vogliono eliminare del tutto il cinema e le arti considerati come modalità espressiva che offende la sensibilità religiosa. Tutto ciò accade pochi mesi dopo che il mondo libero ha sostenuto la primavera araba partecipando attivamente all’abbattimento di regimi non elettivi, ma che sicuramente hanno rappresentato un elemento di progresso sociale ed anche economico per la Libia come per l’Egitto. Leggete attentamente le dichiarazioni di Mohammed Badie leader della fratellanza e ciascuno faccia una riflessione, noi pensiamo che la democrazia NON si possa esportare perché NON è una forma di governo valida a tutte le latitudini e buona per ogni civiltà: “alla censura dell’arte seguirà la riforma della società, della famiglia, del governo per realizzare il giusto califfato”, affinché le donne non vestano più di corto!

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