Francesco e l’apologia a sua insaputa del fondamentalista San Francesco

Mons.GermanoBernardiniPoche parole pronunciate in aereo di ritorno dalle giornate delle gioventù tenute quest’anno in Polonia, per ricordare Padre Jacque sgozzato e messo in Croce con Cristo sull’altare di Rouen e per dire che in fondo in tutte le religioni non solamente nell’Islam, operano gruppi di fondamentalisti il cui ascendente va ridimensionato. Anche tra i cattolici esistono i “dottori della parola”, quelli che interpretano la lettera del Vangelo in disarmonia coi tempi procurando non poco disagio tra i Cristiani perché rigettano i toni accomodanti coi quali Francesco declina la Dottrina e si sforza di coniugarla ai desideri degli uomini che vivono in terra. Nella Sua critica al fondamentalismo cattolico forse a Francesco sarà sfuggito che il Maggiore tra i Fondamentalisti Cattolici è stato in prima persona San Francesco osserva Antonio Socci, il più pungente tra i pochi che non si lasciano convincere dalla bontà delle riforme interpretative in chiave modernista introdotte da Papa Bergoglio. L’assunzione del Vangelo sine glossa di San Francesco, ricorda Socci, si pone esattamente agli antipodi della dottrina mondana di Francesco anche sul piano strettamente teologico, non riguarda in esclusiva le nuove aperture agli orientamenti e alle consuetudini personali. “Andate dunque ed ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”, armato di sola Fede San Francesco obbedì al Comando di Cristo e partì per la Crociata con l’intento di annunciare il Vangelo e convertire i musulmani opera del tutto rimossa dalla dottrina di Francesco che anzi, non differenziando alcuna delle religioni rifiuta l’idea stessa di fare proseliti. San Francesco ammoniva sul pericolo di finire all’inferno e la necessità di guadagnarsi il “perdono” col pentimento e le opere di bene; Francesco invece incentra la sua dottrina su questioni prettamente terrene della politica e della sociologia, marcando anche qui una distanza dal poverello di Assisi di cui ha preso il Nome. San Francesco invitava i governati ed i potenti delle nazioni a difendere la Fede Cristiana; Francesco non si pronuncia sui principi ed astenendosi da ogni giudizio va a braccetto coi governanti più laici mentre la “lettera” di San Francesco ebbe la forza di turbare anche il potente sultano d’Egitto. E’ ingenuo sottovalutare la minaccia che viene ai cattolici in medio oriente come in Europa esorta Monsignor Germano Bernardini arcivescovo di Smirne che cita brevemente tre episodi realmente accaduti dai quali trarre utili insegnamenti. Il primo riguarda Sadat, presidente dell’Egitto assassinato dai fratelli musulmani che disse: grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo, grazie alla nostre leggi religiose vi domineremo. Il secondo episodio rivelatore citato da Monsignor Bernardini sono le parole ascoltate in un incontro di dialogo tra musulmani e Cristiani che chiedevano perché anch’essi non avvertivano l’esigenza di organizzare simili incontri di dialogo ed ebbero in risposta: non avete nulla da insegnarci e noi non abbiamo nulla da imparare. Il terzo ed ultimo allarme lanciato dall’arcivescovo di Smirme sulla pericolosa sottovalutazione della minaccia che viene portata ai cattolici, riferisce le parole di un musulmano perbene, onesto e gentile che lavorava presso un monastero cattolico di Gerusalemme, stimato da tutti. Triste in volto un giorno disse ai Frati:
i nostri capi hanno deciso che gli infedeli devono morire, ma voi non temete, vi ucciderò senza farvi soffrire.

 

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