Dieci vescovi schierati con Le Pen, Merkel preoccupata prepara il Governo UE con Macron

La pregiudiziale antifascista, sembra essere caduta in Francia. Nonostante Francesco verrebbe da pensare, dieci Vescovi sfrontati, hanno pubblicamente invitato a votare per Marine Le Pen. A spaventare i cattolici osservanti, il modernismo di Macron sulla famiglia artificiale. In Francia i cattolici praticanti sono una minoranza esigua, circa il 15% dell’elettorato complessivo. Alle ultime regionali del 2015, di questa minoranza il 25% votò per il Front National. Delusi dai repubblicains, la tendenza registrata nelle urne lascia credere in un possibile travaso di voti cattolici dal tradizionale raggruppamento conservatore verso l’avanguardia lepenista. Intanto l’avanzata popolare anti euro pare abbia convinto la Merkel ad abbandonare il consueto apparente ruolo da osservatore distaccato. Fonti autorevoli della CDU, il partito cristiano sociale della Cancelliera, hanno lasciato trapelare il progetto di primo Governo embrionale della UE cui starebbe lavorando in tandem con Macron, dato sicuro vincente al secondo turno delle Presidenziali. Ben assortita, la nuova coppia reggente europea formata dal giovane banchiere francese e dalla vecchia volpe tedesca, intende istituire un vero e proprio gabinetto di governo continentale per avocare le politiche della sicurezza, della difesa e dell’economia. Dove non arrivò Tremonti che col suo piglio professorale tentava in seno al Consiglio europeo di accreditare tesi protezioniste e di sviluppo a calmierare la globalizzazione selvaggia, pare sia arrivata la paura della rivoluzione alle porte già vittoriosa nelle urne della Brexit, delle Presidenziali americane ed al primo turno di quelle francesi. Costretta dagli eventi, in campo economico infatti, la cancelleria europea si sarebbe riconvertita al peccato progettando “Bond UE” da immettere sul mercato con garanzia della BCE. I capitali così raccolti, sarebbero investiti in opere infrastrutturali innovative e sensate con l’obiettivo di rilanciare l’occupazione e stemperare le tensioni sociali crescenti e l’avversione verso le oligarchie di Bruxelles. Quelle francesi, sono una finzione di elezioni. Piuttosto che eleggere un Presidente, eleggono un vice cancelliere, osserva Emmanuel Todd, storico, demografo, scrittore che sottolinea come Macron per la Francia rappresenti la definitiva resa rassegnata ai poteri della finanza mondialista ed al dominio dell’Europa germanizzata.

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