Da Milano a Napoli un solo grido: la famiglia prima di tutti

the familyDopo le note vicende dei Bossi e la parentopoli di Alemagno nelle Partecipate romane siamo rotti al mito della famiglia prima di tutti, nucleo fondativo della politica: tanto che le cugine messe a busta paga da pantalone oramai non fanno più nemmeno notizia, sono previste a bilancio tra i costi della democrazia. Chiudiamo un occhio, non vorremmo passare per camorristi. Quasi da ridere viene poi a pensare ai cognati che rivendicano il diritto di circolare a gratis nei centri storici, ma ci tratteniamo. Non vorremmo ci dessero del fascista ammesso che ci vada bene, perché nel peggiore dei casi ci potrebbe capitare di beccarci del razzista. Anche per i cognati facciamo finta di niente ch’è meglio, di sicuro si troverà una spiegazione, in famiglia ci si aiuta a vicenda. Chiedete e vi sarà dato disse qualcuno, ma la politica sembra non essere mai sazia, la democrazia costa e dobbiamo pagarla. Guai ad eccepire, finisce che si ritrovano tutti in famiglia col rischio concreto di prenderci del dittatore. Ed invece oggi va di moda l’essere inclusivi, partecipativi, democratici e soprattutto ecologisti. Eh si, in famiglia l’amico ecologista non può mancare: decide tutto lui, suggerisce tutto lui. Se poi ci porta al fallimento dobbiamo tacere in nome della trasparenza.

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