Merkel fiduciosa cede ad Erdogan che batte cassa ed attacca i Curdi

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uno nuovo spettro si aggira per l’Europa, l’identità infelice

All’Unione Europea contesto di non considerarsi portatrice di civiltà bensì di proporsi quale costruzione in divenire di norme e regole totalitarie che ci obbligano al conformismo del presente, rinunciando ad affermare il primato civilizzatore sui nuovi arrivati che hanno rotto la nostra armonia sociale. Il fenomeno, che pure fa registrare una frattura molto grave nella società francese, investe l’intera Europa al punto che anche la civilissima ed avanzata Svezia coglie segnali fallimentari preoccupanti generati dall’ideologismo multiculturale. Malmoe ad esempio, non è più una città sicura. Così Alain Finkielkraut, uno dei più influenti intellettuali francesi di orientamento conservatore che prosegue: non si tratta di ragioni economiche, in molti quartieri la gente costretta dalle circostanze, si è scissa. Si è separata spontaneamente in distinte cellule socio-culturali. Se la UE non si adopererà per rallentare i flussi migratori, presto non sarà più possibile alcuna integrazione dei nuovi arrivati, ma saranno gli autoctoni a lasciarsi assimilare dagli immigrati. Lo testimoniano il numero di conversioni all’islam, di gran luga superiori a quelle Cristiane. Bisogna che le classi dirigenti e politiche, imparino a rispettare i bisogni, le libertà e la saggezza dei popoli europei quando rigettano i modelli sociali astratti forzatamente imposti dal globalismo scriteriato. L’Europa patisce una sorta di mutazione antropologica indotta, per la quale avverte come infelice la propria identità che svilisce e relativizza per bocca dei nuovi apostoli dell’egualitarismo: scrittori, artisti, presentatori, giornalisti, diventati i nuovi padroni del pensiero moderno. Identità che vorrebbero farci vivere come colpa prospettando alle masse una società artificiale polimorfa, dal cui orizzonte sono rimossi ogni distinguo e valutazione di merito. Culture e subculture secondo gli architetti del pensiero dominante il presente, Continua a leggere

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presto Rousseau ci darà lo ius soli, parola del Presidente della Commissione Affari Costituzionali

In Italia il Governo si è separato dal popolo ha detto Orban, l’ultimo europeo rimasto in piedi a dirci qualcosa di nuovo sul fronte occidentale piegato al flottante del mondialismo progressista. Non appena la parola popolo è stata evocata, Di Maio che del popolo ama dirsi ancora portavoce, è andato su tutte le furie, quasi che Orban avesse toccato il nervo scoperto di un movimento, quello dalle cinque stelle, che sospinto al potere dalla buona fede popolare si è poi acconciato ai poteri antipopolari ricevendone in compenso la patente democratica di sistema. Tanto che il presidente della commissione affari Costituzionali della Camera dei Deputati, il grillino Giuseppe Brescia, ha preso coraggio ed oramai sicuro di poter conservare il posto di lavoro fino a scadenza naturale della legislatura, ha avuto l’ardire di affermare che quando una forza popolare poi va al governo di un popolo, può permettersi anche di fare scelte impopolari. Ed ecco che in soccorso dello ius soli il M5S è pronto a chiamare Rousseau, il solo che non tradisce mai le aspettative. Un milione di bimbi nati in Italia da genitori stranieri, presto diventeranno automaticamente italiani per il solo fatto di aver frequentato le scuole elementari dove diciamocelo francamente, basta iscriversi e si viene promossi per Legge anche quando si è ancora analfabeti a dieci anni di età. A questi bimbi sarà dato un passaporto senza che l’abbiano richiesto e soprattutto, nessuno mai si sognerà di sincerarsi che abbiano maturata una coscienza civile tale da riconoscersi nei valori del mondo avanzato che prescindono gli insegnamenti della famiglia. Molto spesso infatti, a Bruxelles, a Londra, a Madrid, a Parigi, a Nizza come a Berlino, la cronaca si è incaricata di insegnarci che la liberalità non è un metro sincero di garanzia di diritto in tema di cittadinanza. Gli elementi che concorrono alla formazione di un adulto in maniera significativa si depositano all’interno della famiglia e non si lasciano condizionare dalle relazioni convenevoli del contesto sociale in cui si cresce e si opera. Tutti i terroristi autori degli attentanti avevano un tratto comune: erano cittadini naturalizzati perché figli di immigrati. Famiglie che evidentemente nutrivano un sovrano disprezzo per la civiltà, i costumi e la cultura nella quale loro malgrado si sono ritrovate a vivere per circostanze tra le più disparate. Abbiamo pianto 350 morti innocenti in Europa per mano di disadattati. Giovani che si sono ritrovati paracadutati in un sistema di valori irriconoscibili dal filtro patrimoniale ideale assunto dai propri cari. Una esperienza che chiunque si sposti anche di poche centinaia di chilometri nel corso della vita, comprende benissimo e che non si vuole colpevolizzare, ma della quale forse in molte capitali europee si stanno pentendo amaramente di aver concesso con tanta magnanimità la cittadinaza. La Brexit ed i respingimenti alle frontiere sono la dimostrazione che Continua a leggere

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maggioritario, non ancora fatta la legge, han già trovato l’inganno

Gli è bastata la buonanima di Pannella a Calderoli e si è inventato l’ennesimo sistema elettorale per via referendaria. Un maggioritario secco all’inglese per fregarli tutti, quelli del nuovo umanesimo, che sa tanto di clientele e ricatti proporzionali. Non ha dato ascolto a professoroni e costituzionalisti emeriti confessa, ha preferito scrivere, come ha in uso fare, tutto da solo le tre pagine del quesito referendario col quale vuole abrogare la quota proporzionale del rosatellum. La proposta sarà avanzata da cinque Consigli Regionali a maggioranza di centrodestra. Non c’è tempo da perdere infatti in consultazioni e pareri che di sicuro sarebbero stati discordanti ed avrebbero aumentata la confusione del momento. Bisognava andare subito al nocciolo della faccenda ed impedire ai neoumanisti di portare indietro le lancette della politica italiana con un proporzionale puro sul modello partitocratico al tempo in cui i partiti, con la sola eccezione della Lega, non esistono più divisi come sono in sottopartiti, vedi il PD, oppure iscritti al patrimonio di una s.r.l.
Il genio e la velocità di Calderoli però pare che non bastino. Secondo Flick, uno dei professoroni che vanno per la maggiore in punta di commi e di cavilli; uno di quei costituzionalisti emeriti che leggono gli articoli della più bella del mondo cinque volte al giorno alla stregua di sure imperiose, se i giallorossi si danno da fare ed approvano la nuova legge elettorale proporzionale prima che si pronuncino i Consigli Regionali e formulino la loro proposta in Cassazione, allora la Legge elettorale di iniziativa parlamentare entrerà in vigore ed il referendum decadrà. In questa eventualità precisa Flick, se anche la Lega non si arrendesse e presentasse un nuovo referendum abrogativo, quest’ultimo non sarebbe ammesso dalla Cassazione perché lascerebbe il Parlamento privo di una Legge elettorale, eventualità inammissibile. Ora, Continua a leggere

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concorso esterno in associazione soppressiva dello stile di vita europeo

La povera Ursula probabilmente pensava di dare un segno di discontinuità con l’intestare alla protezione dello stile di vita europeo il Commissario alle immigrazioni ed invece si è vista assalita dagli sgherri globalisti sempre lesti ad aprire le braccia a “talenti ed  energie” che vengono in Europa da ogni angolo della terra tanto poi sarà la generosa Italia ad accogliere e farsi carico delle braccia in cerca di fortuna nella terra che la fortuna sembra aver smarrita con la sua entrata nell’euro. Bisogna riconoscere che la poveretta, nominata dalla Merkel neo Presidente della Commissione europea, ce l’ha messa tutta. E’ evidente che il suo intento era semplicemente quello di dare un timido segnale che potesse essere colto dai popoli europei più riottosi alle dottrine multiculturali che imperano nelle menti dei costruttori di democrazie artificali. Segnare con una intestazione più rassicurante senza alcuna modifica della prassi il Commissario alle immigrazioni, avrebbe potuto rivelarsi un espediente formale con il quale contribuire a distendere gli animi di quanti avvertono come una minaccia alle libertà, ai costumi ed alle conquiste civili  tanta avanzatissima dottrina che promana dalle menti illuminate di Bruxelles. Purtroppo però, queste non hanno perso l’occasione per lanciarsi indignate in  punta di tweetter e far sapere che NO, proprio NO, non è possibile rinunciare alle filosofie di arricchimento e contaminazione della civiltà europea e non tagliare le sue radici Cristiane, nemmeno in nome della pace e del mantenimento dell’ordine sociale che tante lotte e sangue è costato ai nostri avi. Nella foga dell’entusiasmo di apparire convinti assertori dei ciechi diritti, hanno già dimenticato i 350 morti per mano terrorista inflitti all’Europa tollerante dai suoi giovani rinnegati di seconda generazione a Bruxelles come a Parigi, come a Madrid, Barcellona e Berlino la sera di Natale. Ma tant’è, intimidita e radarguita da sì tante personalità, la povera Ursula ha promesso che l’insegna di quel Commissario cambierà perché i migranti possano sentirsi a casa loro ovunque in Europa senza avvertire il dovere di compiere alcun passo per comprendere e fare propri i costumi e la civiltà alla quale chiedono ed in molti casi rivendicano, di far parte. Se la democrazia non la conosci, non c’è bisogno che l’impari. Essa è così tollerante da consentirti ogni sorta di arbitrio fino al martirio ultimo della sua estinzione. Mai che si possa accennare ad una qualsivoglia reazione di difesa e protezione, pena la gogna ed il pubblico disprezzo. Con metodo assimilabile alla peggiore tradizione mafiosa, Continua a leggere

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la sovranità appartiene al popolo, meglio potarla che lasciarla fiorire

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ci farebbe male rivedere Salvini al Governo, in Vaticano tifano giallorosso

La metà esatta dei Cattolici tiene a far sapere al Papa che la priorità per gli italiani non sono i migranti, ma la famiglia, segnatamente la difesa della famiglia tradizionale. Si dicono preoccupati inoltre per il calo demografico del nostro paese piuttosto che per le presunte violazioni dei diritti inventati dalle minoranze che tanta compassione suscitano tra le mura leonine. Il 40% dei peccatori impenitenti che si dichiarano però Cattolici, sta con Salvini. Il 30% dei buoni Cristiani hanno votato Lega alle ultime europee. Sono i risultati di una recente ricerca Ipsos. E nonostante che il quadro di dissenso e dissociazione tra gerarchie ecclesiastiche e popolo dei Fedeli sia chiaro e netto, l’uomo che sussurra a Bergoglio si dice convinto che c’è necessità per l’Italia di esplorare nuove alleanze di Governo. La Lega, precisa, poteva andar bene quando era verde ed amministrava con grande compentenza i territori; oggi che è diventata nera con Salvini, non va più bene perché costituisce una minaccia per i migranti ed il cosmopolitismo che evidentemente è uno strumento indispensabile a fiaccare le resistenze culturali radicate nelle società occidentali troppo avanzate per piegarsi ai poteri di controllo globali esercitati a mezzo delle Istituzioni sovrannazionali alle quali anche la Chiesa, come suo costume sperimentato e consoliato nel corso della Storia, offre impareggiabili servigi di persuasione e tenuta delle masse. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. La Chiesa è sì Fede, ma è anche potere parallelo delle coscienze e si è garantita la perpetuazione in virtù delle straordinarie capacità politiche che di volta in volta l’hanno vista a fianco di Re, imperatori e regimi. Come è noto la Chiesa ha saputo essere anche fascista, alla bisogna. Oggi non serve. Nel mondo globalizzato dalla finanza apolide, finirebbe ai margini e non avrebbe più modo di incidere e perpetuarsi. Quindi, vedere Salvini di nuovo al Governo ci farebbe molto male, confessa candidamente un Cardinale. Il Vaticano tutto si stringe a Mattarella, ultima ancora di salvezza e tifa per un nuovo Governo giallorosso. Bergoglio è stato molto attento in questa delicata fase di crisi politica a non farsi sfuggire parole compromettenti in compenso però, ha mandato avanti la sua personale compagnia di battaglia: i gesuiti che Continua a leggere

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..e il TAR mormorò, passi lo straniero

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la teologia dei diritti inventati che surroga il Parlamento

Tra i curriculum più importanti e prestigiosi che difficilmente potremo aspettarci di conoscere ed apprendere dalle oramai stanche liturgie promozionali del conformismo culturale che affligge il nostro tempo, c’è quello del professore Agostino Carrino, giurista rinomato e docente presso numerose Università italiane ed estere, autore di fondamentali testi di filosofia e sociologia del diritto; scienze costituzionali e della politica. Uno studioso scrupoloso ed attento, uno di quegli intellettuali corretti nella forma, ma scorretti nella sostanza, che non fanno tendenza perché accuratamente tenuti ai margini dei grandi circuiti di propaganda leguleia. L’opera del prof. Carrino ha saputo mettere a fuoco il lento processo di decadenza che si è innescato nella nostra civiltà con l’uso sottile e subdolo del diritto, interpretato alla luce del progressismo ideologico e mistificatore. La teorizzazione dei nuovi diritti inventati completamente scissi dai doveri dei soggetti che li reclamano, sistematicamente compresi ed elevati ad una sorta di nuova teologia universalistica culturalmente decontestualizzata, le cui fonti non sono scolpite sulle tavole della Legge nella storia, nel costume, nelle consuetudini e tradizioni dei popoli, bensì nelle sentenze delle Corti che fissano, prive di specifico mandato, i postulati della neoteologia morale laica. Sotto gli occhi degli osservatori attenti si ravvisa una traslazione lenta dallo Stato diritto allo Stato di giudizio al quale le aule del Parlamento, che la nostra Costituzione identifica come cuore pulsante della Sovranità popolare, si adeguano e svuotate di ogni potere legiferatore reale, si ritrovano svilite al ruolo di cancelliere di Corti sovranazionali depositarie delle verità escatologiche generate non create dalle pronunce delle stesse. Un diritto mite, sofisticato, commatoso, specchio apparente di una presunta civiltà globale superiore, ma che in realtà si è allontanato dalle fonti di legittimità e di fatto norma e regola per sentenze surrogando la sovranità degli Stati. Un diritto che Continua a leggere

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Giustizia, una rotta segnata per l’Italia

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