Brindisi, subito dopo la bomba: le ragazze ferite, le ambulanze. Immagini schoc

Brindisi 19 maggio 2012, attentato all’istituto scolastico Morvillo-Falcone. Un giorno conosceremo i nomi degli autori ma non sapremo mai i nomi dei mandanti come è sempre accaduto per tutte le stragi nel nostro paese. “Violenza genera violenza” aveva detto il figlio di Bernardo Provenzano intervistato da servizio pubblico, evidente l’allusione al regime del carcere duro cui è sottoposto il padre (art.41bis). Chi deve intendere avrà già inteso. La chiave di lettura potrebbe essere anche quella più squisitamente politica avvicinandosi per l’Italia un momento di svolta. Una strategia della tensione che abbiamo imparato a conoscere e che si affaccia sulla scena tutte le volte che il paese giunge in prossimità di cambiamenti importanti degli equilibri socio-politici. Continue reading

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Correte in piazza, la statua di Garibaldi s’è girata

Ha ancora tanta saliva e che la sua penna trova sempre qualcuno da ungere. Vive così, alla perenne ricerca di qualcuno da fare grande, purché gli faccia da padrino politico e l’aiuti a trovare una sistemazione economicamente vantaggiosa. Tradito Lenin ed assassinato Marx, s’arrese al Craxi degli anni d’oro; caduto nella polvere Bettino si legò alla nuova fiamma splendente di Berlusconi che ha difeso e difende con le unghie e con i denti. Odiava Monti ma non appena si conclusero accordi gli fu ordinato di sostenerlo ed è diventato un montiano doc. Ma Garibaldi NO, non dobbiamo permettergli d’infangare la memoria dell’Eroe con un accostamento tanto volgare da farlo riggirare nella tomba. Dopo venti anni d’invettive contro Continue reading

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In democrazia l’unica riforma che ha funzionato è quella delle manette

Cornuti, papponi e lacché hanno avuto vita facile nella politica e negli affari in Italia. Dal pentapartito al governo tecnico la lista degli scandali e delle ruberie è infinita ed ha segnato il tratto distintivo di una democrazia malata di cui in troppi si sono fatti scudo per reclamare tolleranza ed impunità. Ad ogni tornata elettorale c’hanno promesso riforme ma allo stato delle cose, dobbiamo osservare che l’unica riforma incisiva in Italia che in qualche misura è riuscita a contenere i danni procurati al sistema, è stata la riforma delle manette. Tutti hanno disatteso le promesse tranne la magistratura. Con la sua azione incessante, nonostante i limiti stringenti e spesso sospetti introdotti dalle norme, agli strumenti d’indagine come le intercettazioni, nonostante le prescrizioni brevi, i processi brevi, le depenalizzazioni dei reati economici, gli sconti di pena, le immunità parlamentari, le autorizzazioni all’arresto, le sole manette sono state capaci di restituire dei risultati significativi nella vita pubblica italiana e costretto il regime a dei cambiamenti che in una certa misura sono riusciti ad arginare i guasti. Il solo anticorpo che ha contrastato l’infezione dei partiti in questa gracile democrazia, sono state le vituperate manette.

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Emilia e Campania, i partiti sperimentano soluzioni anti Grillo

Pisapia corre in sostegno del candidato PD al balloggio di PARMA mentre il centrodestra liberale orfano di Berlusconi è ormai morto dice Stracquadanio. E’ imploso, può solamente prendere tempo appoggiando Pizzarotti e sperare che l’inesperienza dei grillini in versione di governo e non più solamente di protesta, li faccia entrare in crisi in maniera tale che nel frangente si possa disporre del tempo necessario per riorganizzarsi. Pizzaratti però rifiuta gli apparentamenti e dice di rivolgersi direttamente ai cittadini parmensi. Diversa invece la soluzione immaginata dai partiti in Campania, una sorta di cura preventiva al grillismo che non si è affermato ma sicuramente ha cominciato a fare capolino nelle recenti amministrative: neo-consociativismo, Caldoro presidente della Regione, ha chiamato il PD a spartire il potere reale sul territorio offrendo poltrone nelle ASL, nomine nei CdA di Enti e Fondazioni regionali. Sarà anche vecchia, ma la ricetta clientelare è sempre efficace per questo viene riproposta convintamente nel meridione affamato di lavoro ed assistenzialismo. Un problema difficilissimo da risolvere con la sola denuncia, sovvertire una cultura per promuovere il cambiamento è un compito arduo, più arduo che mettere in campo un’azione di polizia antocamorra. Si tratta di offrire alla gente una via di emancipazione senza prendere scorciatoie ma facendo leva sulla maturità delle numerose giovani coscienze del mezzogiorno vero ed unico patrimonio da erudire meglio dei padri per renderle maggiormente avvertite. Non basta la politica, è un compito che la famiglia e la scuola devono accollarsi per non degradare verso l’Africa i propri orizzonti di speranza.

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Favoritismi e clientele, la diga che protegge i partiti da Grillo nel sud

Il Movimento 5 stelle che ha il suo megafono in Grillo è riuscito a drenare consensi che andavano alla Lega nord e stando ai risultati delle ultime amministrative, si caratterizza ancora come movimento territoriale che segna il suo incontestabile successo nell’area settentrionale del nostro paese. Al sud infatti, Grillo ha cozzato contro la tradizione clientelare dei partiti strutturati che affonda le sue radici nella subcultura del favoritismo e rinvia all’assistenzialismo di Stato ogni istanza di sviluppo cristallizzando la società, impedendogli di liberare le energie migliori. Questo sistema di scambio ha garantito per mezzo secolo la partitocrazia che nella annosa questione meridionale ha trovato il terreno fertile sul quale piantare le radici profonde del suo consenso fino ad essere quasi acquisito al patrimonio antropologico delle gente del sud che preferisce alla garanzia delle libertà fondate sulle certezze del merito, la facile scorciatoia della compromissione. Ci sono però alcuni risvolti programmatici del M5S alla base del mancato successo al sud che gli analisti non sono riusciti a cogliere nella Continue reading

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La partitocrazia coi suoi apparati costa troppo, l’impianto di Grillo è serio

La democrazia dei partiti coi suoi apparati, i suoi privilegi di casta costano troppo, non reggono più. Segreterie, funzionari, congressi gravano sulle tasche dei cittadini che fanno fatica a pagare le bollette ed hanno compreso che una zavorra simile non è più sostenibile. In Inghilterra, Francia e nella stessa Germania il sistema della rappresentanza è più leggero e funziona. In un momento di crisi economica pesante quando la gente è chiamata a sopportare grossi sacrifici, la politica deve prima di ogni altra cosa, prendere coscienza di dover dimagrire ed autoflagellarsi con rinuncie e tagli di spesa forti ed evidenti che diano la percezione netta all’opinione pubblica di un cambiamento sincero. Da qui nasce il successo del fenomeno Grillo a cui bisogna riconoscere di aver messo insieme persone perbene. Il suo movimento è serio, sbaglia chi lo addita alla stregua di un populismo qualunquista perché l’impianto delle istanze a cui da voce, contrariamente a quanto accade per i partiti tradizionali con tutta evidenza scollati dalle esigenze reali della società, muove dai corpi sociali più proficuamente attivi e culturalmente avanzati. Non ci sono lobby portatrici d’interessi e certo non si ha notizie di cricche che invece come è stato accertato, gravitano nell’orbita esclusiva dei poteri partitocratici consociativi.

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Il suicidio è un peccato capitale che condanna all’inferno

Viviamo un tempo in cui il relativismo morale ha trovato conforto nella fede che si è fatta filosofia interpretativa della PAROLA, nell’ansia di stare al passo con gli eventi. Così come le condanne per reati gravi sono derubricate a pene alternative al carcere, anche per i peccati capitali la condanna non è più l’inferno ch’è stato quasi del tutto rimosso anche dalle omelie domenicali, ma il perdono sempre e comunque adottato non per rinfrancare gli animi dei peccatori ravveduti quanto piuttosto per solleticare il riavvicinamento e la riconquista dei fedeli andati dispersi. Non c’è più un prete capace di ricordare ai cattolici i dieci Comandamenti e l’obbligo di osservarli per conquistarsi il Paradiso. Per quanti voti e penitenze si possano offrire al buon Dio, non si trova più un prete che sappia insegnare il Catechismo secondo i precetti di Santa Romana Chiesa senza mediazioni intellettuali e culturali. Non abbiamo più ceri da accendere alla Madonna perché c’aiuti a trovare un prete che abbia il coraggio di gridare forte e chiaro la PAROLA del Signore dall’altare: chi si ammazza sarà maledetto per sempre e finirà all’inferno. Questa è la PAROLA di DIO nella Bibbia come nel Vangelo. Non sono citati né incentivi di sconti per tasse da pagare, né misericordiose indulgenze pel male di vivere. La vita è un dono unico, la rinuncia Sacrilega può impietosire gli uomini in malafede ma NON il Signore, ch’è stato chiaro nei Suoi insegnamenti: saper reggere ai dolori e sopportare le sofferenze è il viatico certo per il Paradiso.

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Blogger, fate liberi il vostro giornale

I blogger sono liberi, possono scrivere ed aggiornare il loro “giornale quotidiano” senza riserve. Lo ha sancito la Terza Sezione della Corte di Cassazione con una formula che cancella le vergognose ed anacronistiche sentenze del Tribunale di Modica e della Corte di Appello di Catania e NON lascia dubbi perché il fatto NON sussiste. “Accade in Sicilia”, il blog giornalistico del prof. Carlo Ruta, non registrato in Tribunale e privo di un direttore responsabile informava su fatti di mafia ma fu oscurato ed il suo autore censurato dall’onta di una condanna penale. La Cassazione ha scritto una pagina storica in ordine ai valori della libertà di pensiero e d’informazione, anche in relazione ai nuovi strumenti di trasmissione del pensiero. Ancora una volta la massima Corte si è dimostrata ben più avanzata e liberale dei giudici di merito, dichiara l’avvocato Giuseppe Arnone che ha patrocinato il ricorso. E’ questa una sentenza che restituisce a ciascuno di noi, la possibilità di esercitare a mezzo della rete in maniera efficace, quella funzione fondamentale di controllo sociale capillare e diffuso che la stampa tradizionale, condizionata da fattori economici, di proprietà, di lobby, non riesce più a svolgere con la necessaria autonomia. Continue reading

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I figli so’ piezz ‘e core! Casa e lavoro offerti al trota nel Cilento

Vittima del familismo, sottocultura tutta italiana, il trota si è affacciato alla vita sociale e politica impreparato, segno evidente di un modello educativo fallimentare impartito dai genitori. Colpa ancor più grave se consideriamo che la mamma si dice pedagoga e per questo, oltre alla pensione baby ricevere un finanziamento per la sua scuola privata di 800mila euro dal Ministero dell’istruzione. Lo stesso Ministero che in tre anni ha praticato tagli in un settore nevralgico quale quello dell’istruzione e della ricerca, per 8miliardi di euro. Che cosa sia diventata l’Italia ed in quale stato di alterazione confusionale siano caduti gli italiani incapaci di compiere scelte in linea con la grandezza dei propri avi e lo splendore della propria cultura, quest’ennesimo caso lo rende benissimo. Abbiamo una parte del paese che per decenni si è votata alla mafia ed un’altra parte, pur florida e ricca, che ha dato credito ad un fallito in cerca di fortune ed ha affidato ad un incolto, rozzo Continue reading

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Mina canta contro la politica, uno spettacolo da non perdere

Con una lettera al movimento 5 stelle Mina, la tigre di Cremona, sale sul palco dell’antipolitica e canta in soccorso del sul amico Peppe Grillo. L’acuto è di quelli che spaccano i timpani, Mina lascia vibrare le sue corde con una potenza evocativa da spauracchio rivoluzionario e cambiamenti prossimi all’arrivo. “Sputtanati e disfatti in decenni di infernale e volgare promiscuità e sfrenato onanismo gli schieramenti della vecchia politica che ha visto contrapposti il bunga-bunga e l’antibunga-bunga scrive Mina, si sono messi in congedo temporaneo per rifarsi una verginità morale agli occhi degli elettori disgustati e prepararsi così a riprendere nell’ennesima repubblica i baccanali della prima e della seconda. A rovinare l’operazione di imenoplastica è arrivato però Beppe Grillo scrive ancora Mina, “incontrollabile, sottovalutato, diverso, è adesso minaccioso veramente perché sostanzioso nella sua percentuale ed inarrestabilmente” nella sua ascesa viene a spazzare via gli equilibri e le logiche sottese perciò, tutti si affrettano allusivamente a condannarlo senza mai nominarlo. Grande MINA, vogliono capire se viene per mettere in pratica le sue minacce oppure se si fa minaccioso per il solo desiderio di partecipare democraticamente al banchetto della nuova repubblica. Non appaiono ancora chiare le intenzioni alla partitocrazia, per questo lo mantiene distante. Quando sarà sicura, aprirà le porte e lo prenderà nel suo seno come è già stato per la Lega e per l’IDV.

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